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Inutile insistere: la Corte di Cassazione ricorda che in materia di responsabilità da sinistri stradali, la ricostruzione delle modalità in cui è avvenuto l'incidente e del comportamento delle persone alla guida dei veicoli coinvolti non è altro che un giudizio di mero fatto che, come tale, non può essere rimesso in discussione dinanzi alla suprema Corte se la sentenza è sorretta da adeguata motivazione e immune da vizi logici e giuridici. Nel caso preso in esame dei giudici di piazza Cavour la Corte di Appello aveva rilevato che le deposizioni testimoniali sarebbero state in contrasto con quanto risultante dal rapporto della polizia stradale. Secondo i testimoni escussi la loro autovettura si trovava nella corsia centrale dell'autostrada ossia nella corsia di sorpasso e che l'incidente si è verificato quando il conducente dell'altra auto si è spostato sulla corsia di sinistra di sorpasso veloce per superarli ed andando a sbattere contro un autocarro. il giudice di merito però ha fatto notare come nel rapporto della polizia risultava una dinamica diversa emersa proprio dalla presenza di tracce di frenata che partivano dalla condizione centrale per poi passare sulla corsia di sorpasso veloce anche in relazione ad altre circostanze di fatto la corte di appello ha fondato la sua decisione sugli accertamenti compiuti dalla polizia stradale insomma le valutazioni della corte d'appello, scrive la cassazione, sono "attendibili ed assistite da ampia motivazione" mentre le censure del ricorrente propongono solo una diversa lettura degli atti processuali, che è notoriamente inammissibile in sede di legittimità.
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(03/10/2013 - A.V.)
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