Il Garante per la protezione dei dati personali (Newsletter 27 ottobre / 2 novembre 2003) ha confermato che i medici che diagnosticano ai propri pazienti malattie che possono essere state provocate da determinate attività lavorative potenzialmente nocive, possono trasmettere direttamente all'Inail la denuncia della diagnosi.
L'Autorità, nella risposta la quesito di un ufficio giuridico che chiedeva di verificare la legittimità, rispetto alla normativa sulla privacy, della trasmissione direttamente da parte dei medici all'Istituto assicuratore delle denunce di alcune malattie collegate alle attività lavorative dei loro pazienti, ha ribadito che "non sussiste il divieto per i medici a trasmettere direttamente all'Inail la segnalazione delle predette malattie professionali potenzialmente nocive, corredate da un'anamnesi lavorativa e dai rischi e dalle sostanze alle quali il lavoratore sia, o sia stato, esposto nello svolgimento della sua prestazione professionale, purché ciò avvenga nel rispetto delle finalità prescritte dalle specifiche disposizioni in materia di assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali quali quelle previste dal principio di pertinenza (art. 9, legge 675/1996) in merito agli scopi per i quali i dati vengono raccolti".
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