Sei in: Home » Articoli

Professione forense: inderogabilità dei minimi tariffari anche per le prestazioni stragiudiziali precedenti alla riforma Bersani del 2006

La Sezione lavoro della Corte di cassazione con la sentenza n. 20269 del 27 settembre 2010, ha sancito la nullità dell'accordo con cui l'avvocato ed il cliente pattuiscono l'onorario spettante al professionista in deroga ai minimi tariffari. Nel caso preso in esame dalla Suprema Corte, due aziende avevano versato al legale -che per loro svolgeva attività stragiudiziale di recupero crediti- un compenso inferiore ai minimi tariffari in forza di una convenzione stipulata tra le parti. Tale convenzione è stata ritenuta senza valore sia dai giudici di merito sia dalla Cassazione perché in violazione del divieto sancito dall'art. 24 L. n. 794/1942 sull'inderogabilità delle tariffe minime.
La Corte chiarisce che, con riferimento alla professione di avvocato, la legge n. 794/1942, seppure deve ritenersi abrogata negli artt. da 1 a 23, ha comunque lasciato in vita l'art. 24, il quale stabilisce che "gli onorari e i diritti stabiliti per le prestazioni dei procuratori e gli onorari minimi stabiliti per le prestazione degli avvocati sono inderogabili" ed aggiunge come tale principio debba essere esteso "anche alle prestazioni stragiudiziali alla stregua sia della ratio legis, (collegata ad esigenze di tutela del decoro della professione forense che si prospettano con identico rilievo nei riguardi di entrambi i tipi di prestazione), sia del criterio di adeguamento al principio costituzionale di uguaglianza, sia di ragioni sistematiche volte a tutelare il lavoratore anche nelle prestazioni d'opera intellettuale". Inoltre la Corte precisa che l'art. 2 del D.L. 223/2006 convertito in L. 248/2006, ha abrogato le disposizioni legislative e regolamentari che prevedevano la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime per le attività professionali e intellettuali "dalla data di entrata in vigore" della legge stessa conservando invece piena efficacia in relazione a fatti avvenuti prima come nel caso in esame.
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
(08/10/2010 - L.S.)
Le più lette:
» Cassazione: il giudice non può mortificare gli avvocati con compensi irrisori
» Il figlio che non aiuta i genitori commette reato
» Diritto all'indennità di accompagnamento e Inps: la Cassazione accoglie la domanda
» Multe e bolli: come si rottamano e cosa si risparmia
» Il rifiuto della notifica di un atto giudiziario
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF