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Sabato: il postino non bussa più

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Gli anziani e le fasce deboli della popolazione saranno ultrafelici e zomperanno di gioia su poltrone munite di meccanismo di alzata e sedie a rotelle: dal maggio 2011 leggeranno la copia del quotidiano preferito, per il quale hanno in corso regolare abbonamento, non più il sabato, bensì il lunedì successivo. E' una novità epocale e straordinaria: neppure eventi bellici anche gravi avevano interrotto la continuità delle consegne postali: bravi! Notizie stagionate che oltretutto non comportano neppure il pagamento del doppio del prezzo di copertina per gli arretrati. Eh sì, addio alla distribuzione di lettere e stampe per il sabato, con l'avallo dei Sindacati che mirano a trarre lungimiranti benefici dall'accordo appena sottoscritto: i lavoratori ci guadagneranno in stipendio e carriera. I postini saranno spostati alla bancassurance: evviva! Non aspettavano altro. Ai cittadini in special modo se "diversamente abili", sesquipedale ipocrisia (vogliamo chiamare i cittadini di colore "diversamente bianchi"? o i grassi reclamano il "diversamente in linea") nessuno pensa, è ovvio. Qualcuno dirà pure, senza minimamente scomporsi, che se la sono cercata. Il progresso guarda a chi è benestante, meglio se ricco, attivo e sopratutto in perfetto stato psico-fisico; gli altri vanno avviati alla rottamazione; del resto, sono un costo sociale non più sopportabile. Il nuovo sistema avrà una fase di sperimentazione: il 20 settembre 2010 si partirà da Fabriano, Prato, Modica, Vittoria, dal quartiere romano di Forte Bavetta (nel suburbio gianicolense), Boario, Lovere e Caluso. Poi la sperimentazione passerà a metropoli e capoluoghi di provincia, con grande gioia di un po' tutta la popolazione italica che forse con le lettere ci lavora pure il sabato; un esempio terra terra: gli studi legali. Un esempio forse troppo autoreferenziale: io. Come per le Ferrovie, largo alle pregevoli ma costosissime Frecce Rosse ed Argento: ai pendolari nessuno pensa. Con tanti saluti all'aureo paradigma del servizio UNIVERSALE, che deve raggiungere ogni anfratto d'Italia e per il quale le Poste ricevono pure un sostanzioso bonus, in aumento progressivo. Opinando sotto forma di sinallagma contrattuale, mi auguro che quanto meno lo Stato glielo sopprima al più presto così recuperiamo a bilancio statale €739.000.000,00 l'anno, che potremmo destinare ad aiuti alle fasce deboli danneggiate dal provvedimento. Agli anziani che non utilizzano internet e posta elettronica rimarranno i numeri ARRETRATI. Endiadi: progresso-arretratezza. Ed allora, lancio un'idea: i personal computer da tavolo e portatili costano sempre meno e vanno sempre meglio; chiamate a casa un tecnico informatico e fateVi indottrinare, rompetegli le scatole sino a quando non avete capito bene tutti i peraltro facilissimi gesti: Studio Cataldi è pronto a potenziare la propria offerta informativa proprio al sabato ed ad accettare la sfida del week-end senza informazione postalizzata: mentre i giornali cartacei resteranno mestamente a giacere all'interno dei Centri Meccanizzati Postali, Voi sfoglierete le pagine virtuali di questo Portale e magari troverete qualche cosa che Vi attrae. E se andrete alle Poste, prima leggeteVi la news del 29 luglio 2010 "Il postino suonerà più volte al giorno - Avventure nell'Ufficio Postale". Così saprete quale tasto premere nell'amletico dubbio che inesorabilmente Vi coglierà avanti alla macchinetta distributrice dei numeretti.
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(11/09/2010 - Avv. Paolo M. Storani)
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(Per la rubrica "Posta e Risposta")
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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