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Pubblico impiego: principio di imparzialità nel procedimento disciplinare

Con ricorso depositato il 02/03/06 Tizio, dipendente della Comunità Montana di … (omissis), adiva il Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Sondrio affinché dichiarasse illegittime o, in ogni caso, revocasse le sanzioni disciplinari contestategli per mancanza di terzietà e imparzialità dell'UPD. Preliminarmente il Tribunale ha affermato la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario - trattandosi della richiesta di tutela di veri e propri diritti soggettivi in materia di rapporto di pubblico impiego - ribadendo che siffatta tutela è pienamente assicurata dalla disapplicazione dell'atto amministrativo presupposto ritenuto illegittimo(nel caso di specie la Delibera con cui l'ente pubblico aveva costituito l'Ufficio Procedimenti Disciplinari). Nel merito lo stesso giudice ha accolto interamente il ricorso, in quanto ha ritenuto che nella fattispecie sottoposta al suo esame, in effetti, non era stato assicurato l'imprescindibile requisito dell'imparzialità. Entrambe le contestazioni disciplinari, infatti, avevano ad oggetto atti di insubordinazione da parte del signor Tizio nei confronti del suo superiore gerarchico, dirigente dell'Ufficio Tecnico, signor Caio, nonché titolare dell'U.P.D. In tale veste, il signor Caio si era occupato anche della contestazione, dell'istruttoria e dell'applicazione delle sanzioni disciplinari nei confronti del ricorrente. Quindi, secondo il Giudice del Lavoro, il signor Caio “non solo era titolare dell'interesse leso in quanto capo della struttura, ma anche in quanto i comportamenti asseritamene insubordinati del dipendente erano rivolti proprio contro di lui. Perciò avrebbe dovuto astenersi dall'esercitare il potere disciplinare che pure astrattamente gli competeva”. Il Giudice ha concluso per la non conformità rispetto al modello legale di tale “meccanismo”che, sebbene in regime di c.d. privatizzazione del pubblico impiego, dovrebbe invece assicurare, se non la terzietà, almeno l'imparzialità dell'UPD, che non può non ricomprendere l'incompatibilità fra la titolarità dell'interesse leso e quella dell'esercizio in concreto del potere disciplinare.
(C.C.) - (documento in PDF) (Avvocato Onorati Giampaolo)
Tribunale di Sondrio, sezione lavoro, sentenza 3.4.2007, n. 33 - Avv. Onorati Giampaolo
(09/05/2007 - Laprevidenza.it)

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