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Cassazione: firma illeggibile del conferente la procura alla lite

Le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione (Sent. n. 4810/2005) hanno stabilito che l'illeggibilità della firma del conferente, nella procura alla lite, ne determina l'invalidità. In particolare i Giudici del Palazzaccio hanno precisato che "si deve affermare che l'illeggibilità della firma del conferente la procura alla lite, apposta in calce od a margine dell'atto con il quale sta in giudizio una società esattamente indicata con la sua denominazione, è irrilevante, non solo quando il nome del sottoscrittore risulti dal testo della procura stessa o della certificazione d'autografia resa dal difensore, ovvero dal testo di quell'atto, ma anche quando detto nome sia con certezza desumibile dall'indicazione di una specifica funzione o carica, che ne renda identificabile il titolare per il tramite dei documenti di causa o delle risultanze del registro delle imprese" e che "in assenza di tali condizioni, ed inoltre nei casi in cui non si menzioni alcuna funzione o carica specifica, allegandosi genericamente la qualità di legale rappresentante, si determina nullità relativa, che la controparte può opporre con la prima difesa, a norma dell'art. 157 c.p.c., facendo così carico alla parte istante d'integrare con la prima replica la lacunosità dell'atto iniziale, mediante chiara e non più rettificabile notizia del nome dell'autore della firma illeggibile; ove difetti, sia inadeguata o sia tardiva detta integrazione, si verifica invalidità della procura ed inammissibilità dell'atto cui accede". Con questa pronuncia le Sezioni Unite hanno definitivamente risolto il contrasto giurisprudenziale sorto in materia.
Leggi la motivazione della sentenza
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(14/04/2005 - Cristina Matricardi)
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