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Disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza

Il Consiglio dei Ministri del 5 marzo 2004 ha approvato un disegno di legge recante modifiche ed integrazioni al testo unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, approvato con DPR 9 ottobre 1990, n.309. Il provvedimento dà attuazione alla direttiva 2001/97/CE che amplia la portata della prima direttiva in materia (1991/308/CE). Punti centrali del provvedimento sono: 1) l'ampliamento di definizione del reato presupposto, che nella prima direttiva era limitata a quelli di traffico di sostanze di stupefacenti e che ora abbraccia tutti i reati gravi; 2) allargamento dei soggetti sottoposti agli obblighi di identificazione, registrazione e denunzia di operazioni sospette.
Il provvedimento inoltre inserisce le professioni legali e contabili tra quelle soggette agli obblighi antiriciclaggio e ribadisce l'obbligo per i paesi membri di garantire l'applicazione delle norme e di stabilire le necessarie sanzioni. Va precisato che con riferimento agli obblighi antiriciclaggio posti a carico dei notai e degli avvocati il provvedimento prevede gli obblighi medesimi quando tali categorie assistono i loro clienti nella progettazione o nella realizzazione di operazioni riguardanti l'acquisto e la vendita di beni immobili o imprese commerciali, la gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli, l'organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all'amministrazione di società e la costituzione, la gestione o l'amministrazione di società, enti, trust o strutture analoghe ovvero quando agiscono in nome e per conto del loro cliente in una qualsiasi operazione finanziaria o immobiliare.
Nel provvedimento in esame gli obblighi antiriciclaggio sono posti a carico dei notai e degli avvocati anche quando agiscono in nome o per conto della propria clientela in una qualsiasi operazione finanziaria o immobiliare ovvero quando assistono i propri clienti nella progettazione o nella realizzazione di operazioni riguardanti il trasferimento a qualsiasi titolo di beni immobili o attività economiche. Il provvedimento peraltro prevede che l'obbligo di assegnazione di operazioni sospette non si applica nei confronti dei ragionieri, dei revisori dei conti, dei dottori commercialisti, dei notai e degli avvocati per le informazioni su clienti conosciute nel corso dell'espletamento dei compiti di difesa o di rappresentanza dei medesimi in un procedimento giudiziario, compresa la consulenza sull'opportunità di intentare o evitare un procedimento.
(24/03/2004 - Roberto Cataldi)
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