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Il reato di guida in stato d'ebbrezza non può essere decisivo ai fini della concessione della cittadinanza italiana

immigrato clandestino straniero extracomunitario
di Luigi Del Giudice - Ad un cittadino ghanese , in Italia da ventidue anni, veniva negata dal Ministero dell'interno la concessione della cittadinanza italiana in virtù di un decreto penale del GIP di Verona, recante la sua condanna per guida in stato d'ebbrezza.
Con la sentenza del 28 maggio 2013, n. 2920 , il Consiglio di Stato ha però precisato che, per quanto possa esser reputato fonte di rilevante allarme sociale la guida di autoveicoli in stato di ebbrezza, non risulta, che la P.A. abbia valutato, al di là del dato fattuale del decreto penale di condanna (peraltro di un reato meramente contravvenzionale, previsto dal codice della strada a prevenzione di eventuali sinistri, senza che in concreto risulti siano stati provocati incidenti, tanto meno con danni) l'effettiva gravità della vicenda, la quale si sostanzia in un caso isolato e risalente rispetto alla data della statuizione della P.A. stessa.
Ne deriva che la valutazione discrezionale sull' integrazione dello straniero nel tessuto sociale della Repubblica deve certo tener conto anche degli illeciti penali da questi commessi nel periodo in cui egli dimora in Italia, ma non può legittimamente prescindere da un giudizio globale sulla di lui personalità e, soprattutto, dal giudizio sulla gravità in sé della vicenda penale, a fronte di ogni altro comportamento del soggetto.
Luigi Del Giudice
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(10/06/2013 - Luigi Del Giudice)
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