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Debiti della Pa e Pignoramenti: riflessioni sui decreti dell'ultimo Monti

tasca crisi povero soldi
di Barbara LG Sordi -
Lex & the City - pensieri leggeri politicamente (s)corretti - episodio 34
Nel mentre il Governo pare essersi impegnato, e per sul serio, nel ripagare i debiti contratti dalla Pa, dall'altra parte un dl (ideato dallo stesso Governo tecnico) promette di risolvere in maniera ben più drastica i debiti contratti dai privati. Nei confronti dello Stato ovviamente.
Senza entrare nel merito del "troppo tecnico", a cui lascio il passo a veri esperti del settore, mi limito a osservare dal di fuori questi decreti. Con gli occhi esterrefatti di chi è arrivato al limite della sopportazione.
Partiamo con il dl "cancella debiti della Pa", meglio noto come decreto sblocca fondi o dl n.35/2013. Dopo l'ennesima tragedia legata alla crisi (triplo suicidio nel marchigiano), che si somma a molte altre di imprenditori o artigiani che hanno scelto la stessa soluzione finale, il buon Monti, quasi come un regalo per la sua dipartita, ha approvato un dl che mette a disposizione 40 miliardi di euro in 24 mesi (sempre nostri e degli imprenditori, by the way) per ripagare parte dei debiti che la Pa ha contratto con molti dei suoi fornitori. Debiti che hanno portato al fallimento di molte aziende, o nel migliore dei casi a cassa integrazione e licenziamenti.
La cifra totale del debito è top secret, o meglio, non è nota con esattezza nemmeno al ministro uscente Grilli, potrebbe trattarsi di ben 130 miliardi. Non è ancora dato sapere a chi andranno i pagamenti agognati, si spera non finiscano alle aziende in cui ci sono partecipazioni (anche familiari) di qualche esponente della Pa. Speriamo.
Il secondo dl a cui mi riferisco è quello che rende possibile il Pignoramento presso terzi, dove "presso terzi", il più delle volte, sta per "della pensione" o "dello stipendio", introdotto dal Decreto Salva (le casse statali) d'Italia. Attenzione, attenzione perché trattasi di un dl che potrebbe rivelarsi veramente nocivo per la nostra salute, soprattutto di chi ha contratto debiti con lo Stato (e la sua amata Agenzia delle Entrate) o altri enti. Si annienterà il limite di pignoramento, imposto dal codice civile, che non permetteva di superare il quinto della pensione o dello stipendio. Proprio per permettere la sopravvivenza di chi percepisce un unico reddito. E invece, ciò che lo Stato dà lo Stato toglie. Quindi se hai debiti e hai una pensione o uno straccio di lavoro, rischi di far la fine di molti schiavi d'epoca romana oppure dei servi della gleba medioevali. Costretti a lavorare a gratis per il proprio benefattore/strozzino, sino a diventarne una proprietà di cui disporre a piacimento.
E non crediate di scamparvela pensando a farvi pagare cash, ormai, dal dicembre 2012, tutti gli stipendi e le pensioni che superano la cifra mille devono essere versati su un conto... da cui poter più agevolmente attingere, appunto.
Email barbaralgsordi@gmail.it
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(13/04/2013 - Barbara LG Sordi)
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