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Raccolta DIFFERENZIATA a Vittorio Veneto: e il materiale non riciclabile e non riutilizzabile? MAXI PUNTATA di POSTA & RISPOSTA

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POSTA & RISPOSTA n. 347 è un super file rassegnistico dell'opinione dei nostri lettori su un tema imperante e soverchiante: i rifiuti, l'oro dell'era moderna. In primo luogo, la puntata è territorio Tuo, caro lettore Mauro BENA, visto e considerato che, alle h.17:57 del 29 agosto 2012, dall'account di posta elettronica postale7@libero.it, hai inviato la seguente missiva sul problema della raccolta differenziata già agitato dal visitatore D'Alessandro: "E' da molti giorni che mi devo decidere a scrivere una lettera simile a quella del sig. D'Alessandro, che accredito totalmente e il cui contenuto vorrei fosse condiviso da più cittadini, nel mentre quando cerco solo di iniziare un dibattito intorno a questo argomento vengo emarginato e tacciato di essere poco ambientalista.
Abito a Vittorio Veneto dove la raccolta viene definita addirittura "spinta" talché nella città NON esistono contenitori per gettare un qualsivoglia materiale sia non riciclabile, che riutilizzabile. Solo pochi e sparuti cesti metallici ci permettono (se le telecamere sono distanti) di eliminare un fazzoletto di carta, naturalmente usato. Quest'Estate, ho avuto a che fare con svariati turisti ai quali, molto imbarazzato, ho spiegato come stavano le cose e ovviamente mi hanno espresso tutta la loro esecrazione per tale sistema. Si vive in un clima di semiterrore, misto ad angoscia, anche perchè le tariffe sono molto elevate e tutto, dico tutto è a carico del contribuente: francamente, oltre al movimento con autocarri, non capisco cosa faccia la Società profumatamente pagata dai cittadini. Un elogio incondizionato, quindi, al sig. D'alessandro che ha delineato con toni garbati, quanto precisi la realtà di una delle tante iniziative italiche che penalizzano come sempre la vita quotidiana.
Faccio infine notare che lavoro in ambiente tecnico-legale per cui sono aggiornato sul tema e ritengo che tutto l'argomento intorno ai rifiuti debba essere riposizionato a favore della Comunità e non del lucro delle società di Servizi che attualmente pullullano, supportate dalle Amministrazioni comunali. Ci salutiamo. Mauro Bena". - Grazie, caro Mauro, per il Tuo post. Stesso argomento per una seconda missiva. Alle h.11:57 del medesimo 29 agosto 2012, dall'utenza chiucini@hotmail.com continua il tripudio per le parole del Sig. D'Alessandro, pubblicate il 26 agosto 2012: "Concordo parzialmente con il Sig. Giuseppe D'Alessandro. È vero che il problema sia oggi diventato una moda a cui molte Amministrazioni Locali ricorrono per far bella figura e per riempirsi la bocca di belle parole. Dissento dalla considerazione che la raccolta differenziata faccia parte di una visione integralista dell'Italia; direi invece che, al di là del suo impiego come buona propaganda politica, debba essere considerata la normale attività di rapportarsi con il rifiuto in una realtà moderna che sia attenta all'ambiente in cui vive. È vergognoso il contrario e cioè il completo abbandono a cui viene lasciato il territorio da parte delle Amministrazioni Locali. In certe realtà è inconcepibile come i cittadini si comportino nei confronti del loro territori. Boschi, un tempo lussureggianti, dove si andava a cercare funghi e castagne, oggi ci offrono plastica, sanitari, macerie, elettrodomestici, inchiostri, batterie, medicinali e … ! Siamo quindi noi che insudiciamo e danneggiamo il nostro ambiente! In tali realtà, dovendo fare una raccolta differenziata, non si può non ricorrere che alla raccolta porta a porta che ha in sé il vantaggio di poter essere anche propedeutica per il cittadino. È il modo più chiaro per far capire a tutti che cosa significhi differenziare. Un'occhiata a certi cassonetti stradali destinati all'indifferenziata (pieni invece di prodotti differenziabili) può essere altamente istruttiva. Concordo in pieno sul fatto che in certe realtà urbane occorra effettuare le necessarie verifiche di fattibilità sociali e urbanistiche, cercando tutte le possibili soluzioni per non far gravare sul cittadino tutto il peso del servizio, ma non sottraendo la zona dalla raccolta porta a porta.
Ribadisco non è solo moda, è virtù e possibile futuro vantaggio economico. Condivido la parte che condanna la tendenza di certe Amministrazioni ad impiegare “misure draconiane, miopi e punitive” invece di pianificare prima la raccolta in funzione delle caratteristiche urbanistiche del loro territorio. Non va inoltre dimenticato che l'Amministrazione Locale ha il dovere di informare ed istruire la cittadinanza sul corretto smaltimento dei rifiuti facendo ben comprendere ai cittadini – per mezzo di incontri pubblici ed attraverso il servizio scolastico – che il rifiuto è un bene, cioè un valore (in euro!) che potrà grazie ad una oculata, onesta e saggia gestione rientrare nelle tasche dei cittadini grazie ad un ribasso della TARSU! Per non parlare di quanto ne godrà l'ambiente! Quindi, nonostante tutte le difficoltà, è mia opinione dire insindacabilmente SI alla raccolta porta a porta!" - Grazie anche al nostro secondo interventore. Ma alle h.9:55 dello stesso giorno che cosa accade? Riappare il mitico Alex MONDIN da Sommacampagna: "Ogni amministrazione deve affrontare l'inevitabile problema della gestione e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in funzione dei costi e di caratteristiche urbanistiche e demografiche del territorio di competenza e tanto varie si presentano le necessità a cui attendere che mi sforzo di tollerare alcuni fisiologici “abusi legislativi” perpetrati nel tentativo di salvare capra e cavoli in questa complessa materia. Vero che anche i Tribunali Amministrativi Regionali possono rimediare a tali abusi ma, prima di arrivare a ciò, non è forse meglio comunicare con le amministrazioni tanto criticate al fine di cercare e trovare soluzioni ai problemi tecnici e organizzativi e alle questioni di diritto? Il cittadino può partecipare in vari modi alle decisioni dell'amministrazione ben prima di dover ricorrere al TAR, la formazione di comitati, gli interventi nei siti istituzionali, le interpellanze e/o le mozioni presentate in consiglio comunale dal politico di riferimento ed altro che non debba necessariamente essere gestito come un conflitto. Proviamoci!" - Grazie mille, caro Alex, Vigile Amico di lunga pezza del nostro Portale. Il dibattito ovviamente continua sul form sottostante e su Studio Cataldi. Se vi va sul nostro, nuovo, frizzante forum dei lettori, che sta conquistando la platea di affezionati che non ci stancheremo mai di ringraziare.
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(30/08/2012 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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