Sei in: Home » Guide Legali » Infortunistica stradale » La procedura di risarcimento diretto

L'art. 149 C.d.A.: la procedura di indennizzo diretto

Seguici su Facebook e su G. Plus
Guida sull'infortunistica stradale

Come e quando è possibile che chiedere la liquidazione del danno alla propria compagnia di assicurazione

Campo di applicazioneAssicurazione liquidatrice | Contenuto della richiesta | Termini | Documentazione incompleta | Liquidazione del danno | Azione diretta | Giurisprudenza

In alcuni casi, che interessano in realtà la maggioranza dei sinistri stradali, chi ha subito danni in conseguenza di un incidente cagionato dalla condotta altrui ha la facoltà di inoltrare la richiesta di risarcimento alla propria compagnia di assicurazione e non a quella del danneggiante.

La relativa procedura è denominata "indennizzo diretto" o "risarcimento diretto" ed è disciplinata dall'articolo 149 del codice delle assicurazioni.

Campo di applicazione

In particolare, la cd. procedura di indennizzo diretto si applica come regola generale ai casi in cui il sinistro ha visto coinvolti due veicoli a motore identificati e assicurati per la responsabilità civile obbligatoria, a prescindere dal fatto che da esso siano derivati danni ai veicoli, ai conducenti coinvolti o ad entrambi.

Tuttavia, la procedura in commento non è operativa e lascia spazio alla procedura standard di cui all'articolo 148:

a) nel caso in cui le lesioni subite dai conducenti siano classificate come "macropermanenti", ovverosia comportino un danno biologico di ammontare superiore a 9 punti percentuali.

Restano fuori dal campo di applicazione dell'indennizzo diretto, poi, anche:

b) i sinistri verificatisi su territorio estero (regolamentati da apposite norme);

c) i sinistri per i quali interviene il Fondo di Garanzia;

d) i sinistri nei quali siano coinvolti più di due veicoli;

e) i sinistri che coinvolgono veicoli immatricolati all'estero;

f) i sinistri in cui non vi è stato urto tra i veicoli;

g) i sinistri che vedono coinvolti veicoli speciali, macchine agricole o ciclomotori non muniti della cd. "nuova targa".

Assicurazione liquidatrice

La procedura di risarcimento diretto prevede non solo che la richiesta di risarcimento del danno debba essere inviata dal danneggiato che non si ritenga responsabile alla compagnia assicuratrice del veicolo di sua proprietà o alla guida della quale si trovava al momento del sinistro, ma anche che sia proprio quest'ultima a provvedere alla liquidazione dei danni per conto dell'impresa di assicurazione del veicolo responsabile.

Contenuto della richiesta

La richiesta di risarcimento, da inviare via raccomandata a/r o p.e.c., deve contenere alcune informazioni fondamentali, pena l'interruzione dei termini che la compagnia ha per darvi riscontro.

Si tratta, nel dettaglio di:

- nome, cognome e codice fiscale del danneggiato (o dei soggetti che hanno diritto al risarcimento),

- età, attività svolta e reddito del danneggiato,

- entità delle lesioni subite,

- certificato medico che dimostri l'avvenuta guarigione,

- circostanze e dinamica dell'incidente,

- luogo, giorni (non meno di cinque non festivi) e ore in cui le cose danneggiate possono essere ispezionate per accertare l'entità del danno,

Inoltre il danneggiato deve fare una dichiarazione con la quale attesta di non aver diritto ad alcuna prestazione da parte di istituti che gestiscono assicurazioni sociali obbligatorie o nella quale specifica di quali prestazioni può beneficiare.

Infine, se l'incidente ha portato alla morte della vittima, va allegato il suo stato di famiglia.

Se poi sono intervenute le autorità, è sempre consigliabile darne notizia nella richiesta di risarcimento, così come se sono intervenuti medici o sanitari.

Si consiglia di inviare una copia di tale richiesta, per conoscenza, anche alla compagnia di assicurazione del responsabile.

Vai a: "La lettera per la richiesta di risarcimento danni da incidente stradale"

Termini

Una volta ricevuta la richiesta di risarcimento, come accennato, la compagnia assicuratrice ha dei termini ben precisi per dare riscontro.

In particolare, in caso di danni alla persona, entro 90 giorni da quando riceve la documentazione necessaria esse deve o formulare un'offerta di risarcimento o comunicare al danneggiato i motivi per i quali ritiene di non provvedervi.

Tale termine è di 60 giorni, invece, nel caso in cui il danneggiato ha subito solo danni a cose.

Si segnala che i predetti termini sono sospesi se il danneggiato non si mette a disposizione per la visita medico-legale o se non mette il proprio veicolo a disposizione per l'ispezione. In altre parole: se non collabora attivamente con l'assicurazione.

Documentazione incompleta

Nel caso in cui la documentazione inviata dal danneggiato risulti incompleta, la compagnia è tenuta a segnalarglielo entro 30 giorni.

Anche in tale ipotesi, ovviamente, i termini a disposizione per l'assicurazione si sospendono e iniziano nuovamente a decorrere quando saranno disponibili tutti i documenti necessari.

Liquidazione del danno

Una volta completata l'istruttoria, la compagnia provvede a formulare l'offerta risarcitoria al danneggiato.

Se questi dichiara di accettarla, il pagamento viene fatto entro 15 giorni dal momento di ricezione della comunicazione. La quietanza liberatoria rilasciata dal danneggiato è valida anche nei confronti del responsabile e della sua impresa di assicurazione.

Se invece il danneggiato comunica di non accettare l'offerta o non fa pervenire alcuna risposta, l'impresa di assicurazione corrisponde entro 15 giorni la somma offerta, che però sarà imputata all'eventuale liquidazione definitiva del danno.

Azione diretta

Nel caso in cui la compagnia abbia comunicato i motivi che impediscono il risarcimento diretto, nel caso in cui non abbia comunicato alcuna offerta nei termini o, infine, nel caso di mancato accordo, è possibile per il danneggiato proporre l'azione diretta in giudizio (previo tentativo obbligatorio di negoziazione assistita).

Essa deve essere esperita esclusivamente nei confronti della propria impresa di assicurazione.

L'impresa di assicurazione del veicolo del responsabile, tuttavia, ha la facoltà di chiedere di intervenire in giudizio, estromettendo l'altra compagnia e riconoscendo la responsabilità del proprio assicurato.

Giurisprudenza

Ecco alcune massime interessanti in materia di indennizzo diretto.

Non è proponibile l'azione del danneggiato nel sistema del c.d. indennizzo diretto di cui all'articolo 149 Codice delle assicurazioni, ovverosia nei confronti del proprio assicuratore, nel caso in cui la stessa non sia stata preceduta dalla richiesta di risarcimento del danno di cui all'articolo 148, fatta in conformità al dettato normativo (Cass. n. 4754/2016).

Il danneggiato può agire nei confronti della propria compagnia di assicurazione se gli sono rilasciati il certificato e il contrassegno assicurativo, a prescindere dall'effettivo o tempestivo pagamento del premio. L'azione diretta, infatti, ha come presupposto l'autenticità del contrassegno e non la validitò del rapporto assicurativo (Cass. n. 20374/2015).

L'azione diretta di cui all'art. 149 del codice delle assicurazioni si origina dalla legge, mentre l'esistenza del contratto assicurativo è solo un presupposto legittimante. Di conseguenza essa è originata dall'illecito e trova la sua giustificazione in esso e la posizione contrattuale del danneggiato verso la propria assicurazione non si configura come quella del consumatore ai fini della competenza territoriale, ma come quella di chi ha subito un illecito civile (Cass. n. 5928/2012).

Aggiornamento: Dicembre 2016

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
Arricchisci questa guida con un tuo commento:
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss