Effetti del fallimento nei confronti dei creditori

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Per quanto concerne gli effetti del fallimento nei confronti dei creditori, la conseguenza più importante della dichiarazione di fallimento consiste nell'inibizione delle azioni individuali dei singoli creditori, all'evidente fine di realizzare al meglio la c.d. “par condicio creditorum”.

L'art. 51 L.F., novellato dalla riforma del 2006, infatti, prevede che “salvo diversa disposizione della legge, dal giorno della dichiarazione di fallimento nessuna azione individuale esecutiva o cautelare, anche per crediti maturati durante il fallimento, può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nel fallimento”.

Parallelamente, secondo l'art. 52 L.F., il fallimento apre il concorso dei creditori sul patrimonio del fallito. A tal fine, il 2° comma stabilisce che ogni credito, anche se munito di diritto di prelazione, nonché ogni diritto reale o personale, mobiliare o immobiliare, deve essere accertato secondo le norme stabilite dal Capo V, salvo diverse disposizioni della legge.

Negli artt. 92 e seguenti, infatti, la legge fallimentare precisa le modalità di presentazione della domanda di ammissione al passivo e i suoi effetti (cfr. artt. 93 e ss. L.F.), anche in caso di domanda tardiva (cfr. art. 101 L.F.). La legge indica, altresì, i compiti degli organi della procedura in relazione all'accertamento dei diritti vantati dai creditori stessi e della loro natura (specie in presenza di pegno, ipoteca o privilegi) e gli adempimenti da espletare in seno all'udienza di discussione, che segue la predisposizione, da parte del curatore, del c.d. “progetto di stato passivo” e le eventuali impugnazioni (ex artt. 95 e ss. L.F.).

Il r.d. n. 267/1942 si occupa anche di precisare i diritti spettanti ai creditori privilegiati, rispetto ai chirografari, nel procedimento di ripartizione dell'attivo (ossia al momento della distribuzione del ricavato dalle vendite fallimentari); di dettare disposizioni sugli effetti del fallimento sui debiti pecuniari; sui crediti pecuniari e non; su quelli fruttiferi e infruttiferi, sulle obbligazioni, le rendite perpetue e vitalizie nonché in materia di compensazione in sede di fallimento (art. 54 e ss. L.F.).

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