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Diritto di visita e residenza del minore

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L'affidamento dei figli

Diritto di visita: genitori, parenti e moderne tecnologie


Il diritto di visita, nel tempo, è stato elevato sia dalla dottrina che dalla giurisprudenza da mero interesse riconosciuto a favore dei genitori a vero e proprio diritto soggettivo. Si tratta della facoltà, riconosciuta in capo a ciascuno dei genitori, di conservare il proprio rapporto affettivo ed educativo con il minore. Il diritto di visita può essere escluso o limitato soltanto in casi particolari, accertati giudizialmente a seconda delle circostanze del caso concreto (ad esempio, nel caso in cui uno dei genitori commetta un crimine nei confronti della famiglia) e soltanto laddove si ravvisi potenziale lesione dell'equilibrio psicofisico del minore nel momento in cui venga concessa la visita ad uno dei due genitori.


Siccome il diritto di visita a favore dei genitori è anche un vero e proprio dovere a carico degli stessi, il giudice, su richiesta del genitore interessato, potrà richiamare il genitore inadempiente (il quale, senza giustificato motivo, si disinteressa e si assenta per periodi prolungati dalla vita del minore, venendo meno al proprio dovere affettivo ed educativo) e, nel caso in cui l'ammonimento rimanga inascoltato, condannarlo a risarcimento del danno. Nel caso in cui, poi, la distanza geografica tra figlio e genitore sia rilevante, una recente sentenza (Tribunale di Nicosia, decreto del 22 Aprile 2008) ha ammesso la legittimità d'utilizzo di strumenti multimediali messi a disposizione dalla moderna tecnologia, quali la webcam: ciò anche al fine di preservare un eccessivo spostamento dei minori da una località all'altra, temporalmente distanti tra loro, evitando quindi qualsiasi tipo di squilibrio che potrebbe derivarne a medio e lungo termine.


La giurisprudenza ha altresì affermato che, in condizioni particolari, anche i nonni e gli avi dei minori possono godere di una sorta di diritto affievolito, a seconda del reale rapporto affettivo intercorrente tra questi ed il minore; senza tuttavia che gli stessi possano impedire ai genitori di esercitare questo diritto-dovere loro proprio, riconosciuto sia dalla Costituzione (articolo 30) che dalla legge.

Infine, in caso di violazione del diritto di visita (ad esempio, per assenteismo di uno dei genitori o perchè, al contrario, uno dei due impedisce all'altro di vedere il figlio a causa di ritorsioni personali) il genitore interessato potrà ricorrere al giudice ex art. 709ter codice di procedura civile.


Stabilimento della residenza del minore


Se in linea generale si può affermare che normalmente il minore conserva la residenza posseduta in costanza di matrimonio o di convivenza dei genitori (ciò poichè, normalmente, il minore resta nella casa familiare, la quale viene assegnata al genitore convivente) ciò non sempre si verifica. Può accadere infatti che, per esigenze interne delle famiglia, il minore si trovi a cambiare abitazione o che debba trascorrere periodi prolungati presso il domicilio del genitore che si allontana dalla casa familiare. In tal caso, principio generale è quello per cui il minore detiene la stessa residenza del genitore convivente. Pur sempre nel rispetto del supremo interesse della prole, criterio di valutazione centrale che deve essere sempre mantenuto tale dal giudice.


Per questi motivi recentemente la giurisprudenza (in particolare Tribunale di Firenze, sentenza del 11 Aprile 2012) ha ammesso la possibilità per i genitori di richiedere la doppia residenza per il minore, al fine ultimo di usufruire di tutte le agevolazioni del caso (ad esempio, per la mensa scolastica, il centro estivo, vantaggi territoriali garantiti dal comune di residenza, ecc...). In questo modo viene meno la possibile penalizzazione che il genitore residente in un comune diverso potrebbe subire nell'ospitare il figlio presso il proprio domicilio, essendo diritto di ciascuno dei genitori il poter trascorrere con il minore un lasso temporale uguale ed equamente distribuito.



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