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Parenti serpenti: muore l'antipatico zio nullatenente? Niente spese per il funerale!

I costi per le esequie rientrano tra i pesi ereditari. Se si rinuncia all'eredità, si è esonerati dall'obbligo di sostenerli
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Domanda: "Debbo pagare ugualmente il funerale del parente con cui ho litigato se muore da nullatenente?"

Risposta: "Occorre preliminarmente chiarire che le spese per il funerale sono ricomprese all'interno dei cosiddetti pesi ereditari.

Ciò vuol dire che esse fanno parte della successione e, di conseguenza, gravano sugli eredi in forza dell'acquisto dell'eredità. Di conseguenza, gli eredi che abbiano accettato l'eredità non potranno sottrarsi dal loro pagamento.

Se però un erede rinuncia all'eredità, egli non sarà tenuto a pagare le spese funerarie, delle quali si faranno carico gli altri eredi, che invece la abbiano accettata.

In ogni caso occorre precisare che, come chiarito dal Tribunale di Varese con provvedimento del 31 ottobre 2011, "il pagamento delle spese funerarie da parte di un membro della famiglia costituisce l'espressione di un dovere morale e familiare, da non potere, dunque, essere ricondotto "tout court" all'adempimento di un peso ereditario. Si tratta, pertanto, di un atto che non può costituire accettazione tacita dell'eredità per gli effetti degli art. 474, 476 c.c.".

Fatta questa necessaria premessa, nel caso oggetto del quesito (ovverosia in caso di decesso di un parente nullatenente con il quale si è litigato) è possibile, se la coscienza non fa da ostacolo, sottrarsi dal pagamento delle spese funerarie. Basterà rinunciare alla (inesistente) eredità.

Se ci sono altri eredi, potranno essere loro a farsene carico.

In caso contrario, il compito spetterà al Comune di residenza del defunto.

Infatti, generalmente gli enti locali si occupano di garantire le esequie ai defunti nullatenenti, affrontando le spese indispensabili che si rendano a tal fine necessarie".

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(11/03/2016 - Valeria Zeppilli)
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