Legge Pinto: ecco il modello per i risarcimenti

Messa a punto dal ministero della Giustizia la dichiarazione necessaria per ottenere il pagamento delle somme liquidate
Una lumaca vicino a un martello simbolo del potere giudiziario

di Marina Crisafi – E' stato rilasciato il primo modello necessario per ottenere l'indennizzo per le richieste di risarcimento per l'eccessiva durata dei processi. A metterlo a punto è il ministero della giustizia, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge di stabilità 2016 che ha inciso sulla disciplina delineata dalla legge n. 89/2001 in diversi punti.

Nell'attesa dell'emanazione del decreto ministeriale, con il quale via Arenula di concerto con il ministero dell'economia, predisporrà la versione finale del modello, dovrà essere utilizzato lo schema reso disponibile sul sito della Giustizia (qui sotto allegato).

Ecco un riepilogo delle novità e le istruzioni per la presentazione:

La dichiarazione

La legge di Stabilità 2016 ha previsto che al fine di ricevere il pagamento delle somme liquidate in base alla legge Pinto (la n. 89/2001), il creditore deve rilasciare all'amministrazione debitrice una dichiarazione (ex artt. 46 e 47 d.p.r. n. 445/2000) che attesti:

• la mancata riscossione di somme per il medesimo titolo;

• l'esercizio di azioni giudiziarie per lo stesso titolo;

• l'ammontare degli importi che l'amministrazione è ancora tenuta a corrispondere;

• la modalità di riscossione prescelta.

L'invio

Tale dichiarazione, corredata della relativa documentazione richiesta, dovrà essere inviata alla Corte di appello che ha emesso il decreto di condanna e che provvederà al pagamento dello stesso.

La validità

La dichiarazione presentata ha validità semestrale e dovrà essere rinnovata a richiesta della pubblica amministrazione.

Il pagamento

Secondo la nuova versione post stabilità della legge Pinto, l'amministrazione provvederà ad effettuare il pagamento delle somme dovute entro 6 mesi dalla data in cui sono stati assolti integralmente gli obblighi di trasmissione.

Le sanzioni

Nell'ipotesi di mancata, irregolare o incompleta trasmissione della dichiarazione non inizieranno a decorrere i termini per poter ottenere la liquidazione delle somme dovute dall'amministrazione e non potrà essere emesso l'ordine di pagamento.

I nuovi importi

Secondo la novella apportata dalla legge di Stabilità, gli importi liquidati alle vittime della giustizia lumaca sono in ogni caso inferiori rispetto al passato: le somme infatti saranno ricomprese tra un minimo di 400 e un massimo di 800 euro per ciascun anno di ritardo (o per frazione di anno comunque superiore a 6 mesi).

L'indennizzo potrà essere ulteriormente diminuito, fino al 20%, quando le parti del processo sono più di 10 e fino al 40% quando sono più di cinquanta. In caso di rigetto integrale delle richieste della parte ricorrente nella causa cui la domanda di equa riparazione si riferisce, le somme saranno tagliate fino ad un terzo.

I rimedi preventivi

Il diritto all'equa riparazione, nella nuova veste delineata dalla legge di stabilità, inoltre, è subordinato all'esercizio di determinati rimedi preventivi a carico della parte che deve attivarsi per "evitare" l'irragionevole durata del processo.

Nei procedimenti civili, costituiscono rimedi preventivi: l'introduzione del giudizio nelle forme del procedimento sommario di cognizione, la richiesta di passaggio dal rito ordinario a quello sommario; nonché per le cause che non prevedono il rito sommario, la proposizione di istanza di decisione a seguito di trattazione orale.

Altrettanti rimedi sono previsti nei processi penali, nei processi contabili davanti alla Corte dei conti, nei giudizi innanzi alla Corte di Cassazione e in quelli amministrativi.

Per chi non avrà esperito i rimedi preventivi la domanda di equa riparazione sarà considerata inammissibile (leggi: "Legge di stabilità e modifiche al procedimento per il riconoscimento del risarcimento"). 


Il modello della dichiarazione per il pagamento delle somme legge n. 89/2001
(22/02/2016 - Marina Crisafi)
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