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Jobs Act: riforma completata. Controlli “liberi” su telefonini e tablet, stop alle dimissioni in “bianco” e ammortizzatori per 1,4 milioni di lavoratori. Ecco tutte le novità

Conclusa la delega sul lavoro con l'approvazione dei quattro decreti attuativi conclusivi che ora andranno in Gazzetta Ufficiale
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di Marina Crisafi – Si è da poco concluso il “ricco” Consiglio dei Ministri n. 79 sul cui tavolo c'erano in ballo i quattro decreti attuativi che suggellano la conclusione del percorso del Jobs Act, ma anche i cinque testi finali della delega fiscale e numerose altre misure, tra cui un ddl interno-giustizia sul rafforzamento delle sanzioni per i reati tesi ad alterare l'esito delle competizioni sportive, un decreto legislativo attuativo della direttiva europea in tema di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e la ratifica delle convenzioni di Ginevra su salute e sicurezza del lavoro.

Ma l'attenzione, com'è ovvio, era concentrata soprattutto sul lavoro, e sul tema dei controlli a distanza, e oggi il Governo ha portato a casa i 4 decreti attuativi mancanti all'appello (semplificazioni, politiche attive, ammortizzatori sociali e ispezioni), chiudendo così il cerchio sul processo di riforma del lavoro varato dal Parlamento lo scorso dicembre con la legge n. 183/2014 che diventa operativo su tutti i fronti. Un processo “di grandissimo rilievo e in tempi estremamente rapidi”, come annunciato da un soddisfatto sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio de Vincenti, seguito da un altrettanto soddisfatto ministro Poletti per il “risultato importante” conseguito, che si muove nel segno della “semplificazione” ma accompagnato lungo tutto il suo iter da un mare di polemiche, e del quale ora solo il tempo potrà stimare gli impatti effettivi che avrà sulle imprese e soprattutto sui lavoratori.

Vediamo tutte le novità:

Stop alle dimissioni in bianco

Non saranno più accettate le lettere di dimissioni firmate “in bianco” dal lavoratore. Il fine è quello di porre fine alla “prassi” utilizzata da alcuni datori di lavoro che spingono il lavoratore a firmare le dimissioni senza data al momento dell'assunzione (soprattutto alle lavoratrici sì da poterle licenziare in caso di sopravvenuta maternità).

Nei decreti attuativi approvati oggi è stato previsto un apposito modulo per le dimissioni, già predisposto con data e numero e scaricabile soltanto dal sito del ministero del lavoro. Solo in tal caso, le dimissioni saranno considerate valide, altrimenti verranno respinte.

Controlli a distanza

Controlli “liberi” su tablet e telefonini ma non su telecamere. Questo in sostanza il risultato della “mediazione” tra il testo originario del decreto e le osservazioni contenute nel parere delle Commissioni parlamentari. I controlli a distanza sui dispositivi elettronici in dotazione ai lavoratori ci saranno, dunque, ma avverranno nel rispetto della normativa sulla privacy e previa necessaria informazione ai lavoratori stessi. In altre parole, sui tablet e i cellulari dei lavoratori l'azienda datrice potrà effettuare le proprie verifiche e utilizzare le informazioni senza autorizzazione sindacale o ministeriale ma è vietato che sugli stessi siano montati strumenti o applicazioni (software) finalizzati al controllo. Su tali strumenti devono esserci solo applicazioni finalizzate al lavoro per il quale sono stati consegnati, ha assicurato il ministro Poletti, parlando di vuoto colmato sugli apparecchi in dotazione ai dipendenti e non sugli impianti fissi. La modifica dell'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori non si estende alle telecamere, per le quali invece occorrerà sempre l'apposita autorizzazione.

Ispettorato unico

La novità principale del decreto attuativo sulle attività ispettive è l'istituzione dell'agenzia unica per le ispezioni.

Presto, dunque, si potrà dire addio al sistema attuale e ci si muoverà verso un unico ispettorato, nell'ottica della semplificazione (anche per le imprese) e del miglioramento delle performance.

Cassa integrazione e Naspi

L'estensione della copertura degli ammortizzatori sociali a 1,4 milioni di lavoratori che prima ne erano privi (aziende con meno di 15 dipendenti) è uno dei punti che soddisfano maggiormente l'esecutivo.

Nel dettaglio, la Cassa integrazione viene riportata alla sua visione originale, con una durata di 24 mesi in un quinquennio mobile, potendo salire fino a 36 mesi se si usa la solidarietà. Quanto alle aliquote, si applicherà il meccanismo del bonus malus, pagherà di più chi farà un utilizzo maggiore della cassa.

In ordine alla Naspi, invece, confermata la stabilità del nuovo assegno per la disoccupazione involontaria che durerà 24 mesi.

Fisco

Il Cdm di oggi ha esaminato anche i 5 decreti attuativi residui per il completamento della delega fiscale (cartelle esattoriali, riordino delle agenzie fiscali, agevolazioni, revisione delle sanzioni e contenzioso tributario, fatta eccezione per la riforma del catasto), confermando in buona sostanza i testi originari con l'apporto delle osservazioni parlamentari.

Tra le novità, la notifica delle cartelle esattoriali via web e lo stop all'anatocismo degli interessi con una riduzione dell'aggio dall'8% al 6% (e un'ulteriore riduzione per chi paga entro 60 giorni), la revisione o cancellazione degli sconti fiscali ogni cinque anni. Sì infine al via libera ai dirigenti “a tempo” per l'Agenzia delle Entrate: dipendenti con funzioni dirigenziali che sostituiranno i dirigenti decaduti dopo la bocciatura della Corte Costituzionale.

Concluso il secondo esame preliminare i testi ora tornano di nuovo in Parlamento per l'ultimo passaggio, dato il mancato accoglimento di alcune osservazioni delle commissioni, mentre l'ok finale è previsto entro fine mese.

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(04/09/2015 - Marina Crisafi)
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