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Vilipendio: niente più carcere se si offende il capo dello Stato

Il Senato ha dato l'ok stamattina al ddl che modifica il reato di vilipendio al capo dello Stato. Il testo ora passa alla Camera per l'approvazione definitiva
giudice giustizia bilancia cassazione sentenza

di Marina Crisafi - Con 195 voti a favore, 21 no e 3 astenuti il Senato ha approvato stamattina il disegno di legge che modifica il reato di vilipendio al capo dello Stato nel testo licenziato dalla commissione giustizia, senza apportare modifiche.

La riforma dell'art. 278 c.p. - norma concepita ormai come anacronistica ed “eccessivamente limitativa della libertà di manifestazione del pensiero di cui all'articolo 21 della Costituzione”, come si legge nella relazione al ddl - comporta che per qualsiasi offesa arrecata all'onore e al prestigio del presidente della Repubblica non si rischierà più il carcere fino a 5 anni (come prevede attualmente l'articolo) ma una multa variabile dai 5mila a ai 20mila euro.

La sanzione della reclusione però non viene totalmente eliminata: rimane infatti la possibilità di applicarla fino a due anni, con possibilità della sospensione condizionale della pena, laddove l'offesa consista nell'attribuzione di un fatto determinato.

Il ddl ora traghetta direttamente a Montecitorio per l'esame e il voto definitivo. 

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(04/06/2015 - Marina Crisafi)
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