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Il reato di violazione di domicilio

Il reato di violazione di domicilio trova la propria disciplina nell'articolo 614 del Codice penale nel quadro dei delitti contro la inviolabilità del domicilio
martello su libro
di Giovanna Molteni

Il reato di violazione di domicilio: la disciplina codicistica

Il reato di violazione di domicilio trova la propria disciplina nell'articolo 614 del Codice penale nel quadro dei delitti contro la inviolabilità del domicilio.

Il reato si configura qualora taluno si introduca nell'abitazione altrui o in altro luogo di privata dimora o nelle appartenenze di essi contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo o vi si introduca clandestinamente o con l'inganno ovvero qualora taluno si trattenga nei detti luoghi contro l'espressa volontà di chi ha il diritto di escluderlo o vi si trattenga clandestinamente o con l'inganno. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, mentre si procede d'ufficio se il fatto è commesso con violenza sulle cose o alle persone ovvero se il colpevole è palesemente armato. 

Il successivo articolo 615 contempla due ipotesi particolari di violazione di domicilio a soggettività ristretta in quanto realizzate da soggetti investiti della qualifica di pubblico ufficiale. Il pubblico ufficiale che, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, si introduce o si trattiene nei luoghi di cui all'articolo 614 c.p. è punito con la reclusione da uno a cinque anni. 

Le norme citate mirano a tutelare il generale interesse alla tranquillità e alla sicurezza dei luoghi di privata dimora che è condizione necessaria per la libera esplicazione della personalità umana. Ad essere salvaguardato è il bene giuridico che va sotto il nome di pace domestica e il diritto riconosciuto a ciascuno dall'articolo 14 della Costituzione di vivere libero da ogni intrusione di estranei nei luoghi di uso privato.

La condotta penalmente rilevante

Il domicilio non va inteso nel significato ristretto di cui all'articolo 43 c.c, come sede principale degli affari ed interessi. Ai fini penali per domicilio si intende l'abitazione, ogni altro luogo di privata dimora e le appartenenze di essi. 

L'abitazione è il luogo dove la persona conduce vita domestica in modo definitivo o temporaneo. L'uso deve essere attuale ma non è necessaria la continuità dell'occupazione né la presenza degli occupanti. 

Per luogo di privata dimora si intende qualsivoglia sito ove taluno si soffermi per svolgervi un'attività inerente alla sua vita privata. È un concetto più ampio di quello di abitazione in quanto ricomprende ambienti in cui non si sviluppa una vera e propria vita domestica come lo studio professionale, i locali dell'impresa, la camera d'albergo o la cabina di una nave. 

Le appartenenze sono costituite dai luoghi che si presentano come accessori rispetto a quelli di privata dimora in quanto predisposti per il loro migliore godimento o servizio. È il caso dei giardini, degli androni, dei balconi e delle rimesse. 

Introdursi significa fare ingresso con l'intera persona, non bastando l'introduzione di un braccio, del capo o di una gamba attraverso un'apertura. Trattenersi significa rimanere in un dato luogo, continuare a sostarvi. L'introduzione deve effettuarsi invito domino. All'introduzione effettuata contro la volontà (manifestata espressamente o tacitamente) del dominus è equiparata quella che avviene clandestinamente ovvero con l'inganno traendo in errore il dominus.

Massime giurisprudenziali

Cassazione penale sentenza n. 1309/1986.
Integra il reato di violazione di domicilio la condotta di un soggetto che si introduca nella casa della moglie, dalla quale vive separato, senza il suo consenso, per vedere la figlia che era stata affidata alla moglie medesima o il comportamento di colui il quale, essendo stato in precedenza temporaneamente ospitato, si introduca nell'abitazione contro la volontà dell'avente diritto alla esclusione, che non gli intenda più concedere ospitalità 

Cassazione penale sentenza n. 11746/2012
Nel reato di violazione di domicilio,  l'aggravante della violenza sulle persone sussiste quando l'energia fisica o un altro mezzo, esclusa la minaccia, "sia adoperato da un soggetto su un altro per annullarne o limitarne la capacità di autodeterminazione. La violenza deve essere contestuale e collegata da un nesso teleologico con la violazione di domicilio. Essa può manifestarsi in uno qualsiasi dei diversi momenti nei quali si estrinseca e si fraziona la fase esecutiva del reato, e pertanto anche quando la violenza alle persone non sia usata inizialmente per l'illecita introduzione, ma successivamente per intrattenersi nel domicilio contro la volontà dell'avente diritto" 

Cassazione penale sentenza n. 47500/2012
 Nel caso in cui, all'esito di una separazione di fatto, uno dei coniugi abbia abbandonato l'abitazione familiare, trasferendosi a vivere altrove, l'unico titolare del diritto di esclusione dei terzi va individuato nel coniuge rimasto nell'abitazione familiare, con conseguente configurabilità del delitto di violazione di domicilio nei confronti di chi vi si introduce o vi si intrattiene contro la volontà espressa o tacita di quest'ultimo ovvero clandestinamente o con l'inganno, ivi compreso il coniuge trasferitosi a vivere altrove".

Cassazione penale sentenza del 20/11/2014 n. 52680
Integra il delitto di cui all'art. 615 ter c.p. la condotta di colui che acceda o si mantenga in un sistema informatico o telematico protetto, violando le condizioni ed i limiti risultanti dal complesso delle prescrizioni impartite dal titolare dell'elaboratore per delimitarne oggettivamente l'accesso. (Fattispecie in cui è stata ritenuta penalmente rilevante l'alterazione del funzionamento di alcune caselle vocali riservate ai dipendenti e programmate in modo che partissero telefonate a ciclo continuo dal numero del gestore verso le utenze mobili prepagate con il profilo "autoricarica" in uso agli imputati).


Cassazione penale sentenza del 24/09/2014 n. 47938
Ai fini della configurabilità del reato di accesso abusivo ad un sistema informatico (art. 615 ter c.p.), non assumono rilievo le violazioni commesse dal soggetto autorizzato in ordine alle indicazioni relative all'orario nel quale gli accessi possono essere effettuati in quanto si tratta di prescrizioni che attengono solo al profilo della organizzazione interna dell'ufficio presso il quale il sistema è operativo e non, invece, all'accesso ed al tempo di permanenza nel sistema informatico.


Cassazione penale sentenza del 17/07/2014 n. 41192
Ai fini della configurabilità del delitto previsto dall'art. 617 c.p., la fraudolenza della condotta qualifica il mezzo usato per prendere cognizione della comunicazione, con la conseguenza che, lo strumento utilizzato deve caratterizzarsi per la sua idoneità ad eludere la possibilità di percezione della captazione da parte dei soggetti tra i quali intercorre la comunicazione. (Fattispecie relativa alla presa di cognizione da parte di un genitore del contenuto delle conversazioni telefoniche tra i suoi figli minori e l'altro genitore, mediante registrazione, in relazione alla quale la Corte ha osservato che la fraudolenza non potesse essere esclusa dalla asserita consapevolezza dell'altro genitore della preannunciata intenzione dell'imputato di registrare le telefonate).

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(02/05/2015 - Giovanna Molteni)
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