La sospensione condizionale della pena

La disciplina codicistica, i presupposti per la concessione del beneficio e gli obblighi del condannato
di Giovanna Molteni

Cosa è la sospensione condizionale della pena

La sospensione condizionale della pena trova la propria disciplina negli articoli 163 e seguenti del Codice penale. Ai fini dell'applicazione dell'istituto è richiesta la pronuncia di una sentenza di condanna con la quale il giudice non solo afferma la responsabilità del reo, ma determina la pena e la irroga al condannato. 

In presenza di determinati presupposti oggettivi e in considerazione di una modesta capacità a delinquere che consenta al giudice di formulare una prognosi di non recidività, egli ordina che l'esecuzione delle pene principali e di quelle accessorie non abbia inizio, rimanendo sospesa per un periodo di tempo predeterminato dalla legge.

Se il condannato nel periodo di sospensione non commette nuovi reati ed adempie agli eventuali obblighi imposti dal giudice, si determina l'effetto estintivo delle pene principali e accessorie.

Se invece il condannato nella pendenza del periodo di sospensione commette altri reati o non adempie agli obblighi imposti dal giudice, si produce la revoca della sospensione, con la conseguenza che le pene originariamente irrogate nella sentenza di condanna dovranno essere eseguite.

Ricercando la ratio dell'istituto, la sospensione condizionale della pena non si risolve nella rinuncia all'esecuzione della pena, ma presenta un'ulteriore finalità che fa di questo istituto uno strumento sanzionatorio dotato di una sua peculiare efficacia special preventiva.

La disciplina codicistica

La sospensione condizionale della pena può essere concessa in caso di sentenza di condanna alla reclusione o all'arresto per un tempo non superiore a due anni ovvero in caso di pena pecuniaria che sola o congiunta alla pena detentiva e ragguagliata a norma dell'articolo 135 c.p. non sia superiore allo stesso limite di due anni di pena privativa della libertà personale. 

In queste ipotesi, il giudice può ordinare che l'esecuzione della pena rimanga sospesa per il termine di cinque anni se la condanna è per delitto e di due anni se la condanna è per contravvenzione

Il beneficio della sospensione dell'esecuzione della pena detentiva può essere concesso in caso di condanna ad una pena detentiva non superiore a due anni congiunta a pena pecuniaria che, ragguagliata a norma del suddetto articolo 135 c.p., dia nel complesso una pena privativa della libertà personale superiore a detto limite.

Qualora il reato sia stato commesso da un minore degli anni diciotto, da un lato, ovvero da una persona di età superiore agli anni diciotto ma inferiore agli anni ventuno o da chi ha compiuto settant'anni, dall'altro lato, è prevista la possibilità di sospensione della pena detentiva nel caso di condanna non superiore a tre anni nel primo caso o a due anni e sei mesi nella seconda ipotesi, anche quando dette pene, congiunte a pena pecuniaria ragguagliata a norma dell'articolo 135 c.p., diano una pena privativa della libertà personale complessiva superiore ai limiti indicati. 

L'ultimo comma dell'articolo 163 c.p prevede un termine di sospensione dell'esecuzione della pena pari ad un anno ai fini del conseguimento dell'effetto estintivo di cui all'articolo 167 c.p. e ciò indipendentemente dalla natura del reato per il quale si è riportata la condanna: il tutto a condizione che la pena inflitta non sia superiore ad un anno e che sia stato riparato interamente il danno prima della pronuncia della sentenza di primo grado attraverso il risarcimento o altre condotte riparatorie analoghe a quelle indicate dall'articolo 62, n. 6 c.p. e rilevanti come circostanza attenuante.

I presupposti per la concessione del beneficio e gli obblighi del condannato

La concessione del beneficio presuppone un giudizio prognostico favorevole: ex articolo 164 c.p, la sospensione condizionale della pena è ammessa soltanto se, avuto riguardo alle circostanze indicate nell'articolo 133, il giudice presume che il colpevole si asterrà dal commettere ulteriori reati. 

La concessione del beneficio può essere altresì subordinata dal giudice all'adempimento di taluni obblighi da parte del condannato. Trattasi dell'adempimento dell'obbligo delle restituzioni, del pagamento della somma liquidata a titolo di risarcimento del danno o assegnata in via provvisionale sull'ammontare di esso e più in generale dell'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato. 

Inoltre, l'articolo 165 c.p. contempla la prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa quale vera e propria condotta riparatoria, al cui adempimento -sempre che il condannato non vi si opponga- può essere subordinato il beneficio della sospensione condizionale della pena. 

Infine, la concessione del beneficio al soggetto che ne abbia già fruito deve necessariamente essere subordinata all'imposizione di uno dei suddetti obblighi, che si sostanziano in una condotta riparatoria/risarcitoria o nella prestazione del lavoro a favore della collettività.
(26/04/2015 - Giovanna Molteni)
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