Codice della strada - Art. 79. Efficienza dei veicoli a motore e loro rimorchi in circolazione.

Indice codice della strada commentato

"Nuovo codice della strada", decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni.

TITOLO III - DEI VEICOLI

Capo III - VEICOLI A MOTORE E LORO RIMORCHI

Sezione I - NORME COSTRUTTIVE E DI EQUIPAGGIAMENTO E ACCERTAMENTI TECNICI PER LA CIRCOLAZIONE

Art. 79. Efficienza dei veicoli a motore e loro rimorchi in circolazione.

1. I veicoli a motore ed i loro rimorchi durante la circolazione devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l'inquinamento entro i limiti di cui al comma 2.  

2. Nel regolamento sono stabilite le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche funzionali ed a quelle dei dispositivi di equipaggiamento cui devono corrispondere i veicoli, particolarmente per quanto riguarda i pneumatici e i sistemi equivalenti, la frenatura, i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, la limitazione della rumorosit  e delle emissioni inquinanti.  

3. Qualora le norme di cui al comma 2 si riferiscano a disposizioni oggetto di direttive comunitarie, le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle direttive stesse.  

4. Chiunque circola con un veicolo che presenti alterazioni nelle caratteristiche costruttive e funzionali prescritte, ovvero circola con i dispositivi di cui all'art. 72 non funzionanti o non regolarmente installati, ovvero circola con i dispositivi di cui all'articolo 80, comma 1, del presente codice e all'articolo 238 del regolamento non funzionanti, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 85 a 338. La misura della sanzione e' da 1.184 a 11.847 se il veicolo e' utilizzato nelle competizioni previste dagli articoli 9-bis e 9-ter. 

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Spazio annotazioni, commenti, sentenze
art 79 codice della strada: Cassazione Civile, Sezione III, Sentenza n. 11270 del 21/05/2014, dopo l'esame congiunto degli articoli 79, 111, 172, 176 e 193 Codice della Strada si cos pronunciata : "... in materia di responsabilit derivante dalla circolazione dei veicoli, lart. 2054 cod. civ. esprime, in ciascuno dei commi che lo compongono, principi di carattere generale applicabili a tutti i soggetti che da tale circolazione comunque ricevano danni e, quindi, anche ai trasportati, quale che sia il titolo del trasporto, di cortesia ovvero contrattuale, oneroso o gratuito. Da ci consegue che il trasportato, indipendentemente dal titolo del trasporto, pu invocare i primi due commi della disposizione citata per far valere la responsabilit extracontrattuale del conducente ed il comma terzo per far valere quella solidale del proprietario che pu liberarsi solo provando che la circolazione del veicolo avvenuta contro la sua volont ovvero che il conducente aveva fatto tutto il possibile per evitare il danno. Ai fini dell'affermazione della responsabilit solidale del proprietario, ai sensi del citato comma terzo dell'art. 2054, irrilevante che quella del conducente sia riconosciuta in via presuntiva, ai sensi dei primi due commi dell'art. 2054, ovvero sulla base di un accertamento in concreto della colpa, ai sensi dell'art. 2043 cod. civ., giacch l'estensione della responsabilit al proprietario mira a soddisfare l'esigenza di carattere generale di garantire il risarcimento del danno al danneggiato. Ed ancora (sentenza n. 4754 del 2004) che in virt del disposto dell'art. 2054, ultimo comma, cod. civ., il proprietario o il conducente dell'auto responsabile dei danni derivanti da vizi di manutenzione o di costruzione dell'autoveicolo, indipendentemente da un suo comportamento colpevole; tuttavia, pur avendo questa responsabilit natura oggettiva, il nesso causale tra il guasto e la responsabilit del danno pu essere interrotto se interviene un fattore esterno che, con propria autonoma ed esclusiva efficienza causale, determina il verificarsi del danno, nel qual caso unico responsabile di esso sar il soggetto cui va ascritta la responsabilit in ordine al fattore sopraggiunto. Ne consegue che competeva ai convenuti superare la presunzione di colpa del conducente, dimostrando che l'incidente non era dipeso da tale presunta condotta colposa del conducente. Se, invece era ipotizzabile un guasto tecnico, competeva al proprietario custode ed al conducente provare il fortuito e la non esistenza del vizio di manutenzione o costruzione."