Gli obiettivi dichiarati della riforma del lavoro

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Dopo mesi di polemiche, tensioni e tanti mal di pancia, il 27 giugno 2012, la riforma del lavoro è stata approvata dalla Camera dei Deputati con 393 voti a favore, 74 contrari e 46 astenuti.

L'obiettivo dichiarato della riforma del mercato del lavoro è quello di un nuovo assetto normativo orientato verso una prospettiva di crescita, che pone come obiettivo la realizzazione di un mercato del lavoro dinamico, flessibile e inclusivo, mirando a un’occupazione di qualità e ripristinando al contempo la coerenza tra flessibilità del lavoro e istituti assicurativi.

Gli interventi prefigurati si propongono di ridistribuire più equamente le tutele dell’impiego, rendere più efficiente l’assetto degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive a contorno, rendere gratificante l’instaurazione di rapporti di lavoro più stabili e contrastare usi evasivi di obblighi contributivi e fiscali degli istituti contrattuali esistenti (ore di ferie, permessi annui retribuiti, franchigia della banca ore, straordinari, ore di preavviso di dimissioni, ecc...).

Non mancano, quindi, novità importanti in termini di flessibilità interna ed esterna e sul sistema di garanzia del lavoratore.

La riforma del lavoro si ispira decisamente al modello tedesco, tanto che tra le novità spicca la partecipazione dei dipendenti agli utili della loro azienda e al consiglio di sorveglianza, nelle società per azioni con oltre 300 lavoratori, come avviene, appunto, in Germania.

La legge entrerà in vigore il prossimo 18 luglio 2012 ma non tutte le norme entreranno a regime lo stesso giorno, infatti, i tempi saranno piuttosto diversi.

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