Il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha dichiarato la sua volontà di aprire un tavolo di confronto con i sindacati e i rappresentanti del settore, per delineare alcune ipotesi di guida, per la televisione e in generale gli organi di informazione, riguardo al problema del lavoro, su come esso venga affrontato e in che quantità.
La decisione del ministro avviene dopo una sollecitazione che parte da Cisl e Uil, che chiedevano, appunto, un tavolo di confronto per affrontare la delicata materia della trattazione del mondo del lavoro e delle sue dinamiche e cambiamenti nei mass-media.
La Cgil, attraverso un comunicato del suo segretario confederale, Fulvio Fammoni, ha risposto a stretto giro contro l'ipotesi di aprire un tavolo di discussione, dicendosi rabbrividita dalla possibilità che un governo, il cui Presidente del Consiglio è proprietario di tre reti televisive, possa affrontare il tema del lavoro all'interno della tv italiana. Secondo Fammoni, in Italia, di lavoro se ne parla poco e male e il conflitto di interessi non aiuta a parlare seriamente del problema. Rincara la dose il comunicato, sostenendo che il tavolo verrà aperto, perché a richiederlo sono state Cisl e Uil.
E' evidente che se si aprirà un confronto tra le parti, il clima di partenza non sarà del tutto sereno.
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