Avv. Roberto Cataldi |

Media-conciliazione: l'Oua annuncia proteste a partire dal 16 settembre

L'Organismo Unitario dell'avvocatura scende in campo contro la media-conciliazione obbligatoria ed annuncia una serie di proteste a partire dal 16 settembre. Secondo Maurizio de Tilla, presidente dell'Oua e' stato varato "un sistema allucinante di media-conciliazione formulata contro i diritti dei cittadini che subiranno con certezza gravissimi pregiudizi". L'Oua denuncia che il decreto legislativo sulla media-conciliazione e' basato su una inconcepibile "cultura del sospetto" nei confronti dell'operato degli avvocati. Con la media-conciliazione - sottolinea De Tilla - al di là dei dichiarati propositi, si è andati esattamente nella direzione opposta rispetto all'obiettivo di inserire il soggetto Avvocatura piu' incisivamente nella Costituzione. Oltretutto - aggiunge De Tilla "Si sono ignorati i contenuti della Direttiva Europea e lo stesso testo della legge delega". Il Decreto Legislativo fa notare De Tilla "non prevede nella fase di media-conciliazione l'assistenza necessaria dell'avvocato" ponendolo in una situazione di sfiducia e di sospetto "prescrivendo una obbligatoria dichiarazione scritta del cliente sull'avvenuta informativa".

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Si tratta infine di un decreto "che fissa la media-conciliazione obbligatoria per piu' dell'ottanta per cento dei processi, che rimarranno, di conseguenza, paralizzati almeno per un anno, con ulteriore discredito della giustizia e, quindi, dell'avvocatura; che non individua nel mediatore un soggetto dotato di preparazione giuridica; che infine, ciliegina sulla torta, affida a questa imprecisata e ibrida figura il potere di formulare un progetto di accordo che, se non viene accettato, puo' produrre effetti penalizzanti per la difesa giudiziaria del cittadino". L'Oua ancora una volta ribadisce che la media-conciliazione obbligatoria "contravviene a principi elementari di diritto, perche' determinera' un piu' difficile accesso alla giurisdizione da parte del cittadino, un ulteriore dilatamento dei tempi (almeno un anno) per la presentazione della richiesta di giustizia al giudice, un aumento degli oneri e una lievitazione dei costi, tutti a carico del cittadino. E costituira' un ulteriore strumento dilatorio per la parte inadempiente che non ha alcuna volonta' di conciliare la lite; perche' appare, sul piano sistematico, in totale disarmonia con aspetti processuali e tecnici con l'effetto perverso di un probabile corto circuito per innumerevoli domande". Per de Tilla "l'errore dei magistrati e dei consulenti del Ministero e' ritenere che i sistemi di risoluzione alternativa della controversie costituiscano una alternativa alla giurisdizione ordinaria che non funziona. In realta' costituiscono solo uno dei modi di risoluzione delle controversie che i cittadini potranno scegliere volontariamente e non coercitivamente. La diffusione degli strumenti alternativi deve, pertanto, ritenersi direttamente proporzionale al livello di efficienza del sistema giudiziario". L'avvocatura, conclude il leader dell'Oua, "in tutte le sue componenti istituzionali, politiche ed associative, ha avanzato alcune proposte di modifica del decreto legislativo sulla media-conciliazione. E l'Oua ha trasmesso all'attenzione del Ministro della Giustizia un articolato di norme da modificare. Fino ad oggi c'e' stato assoluto silenzio ed e' probabile che nulla cambi perpetuandosi cosi' scelte autoritarie e poco credibili per la sollecita definizione delle controversie".


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