Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: va assolta mamma che nega diritto di visita al padre per una sola volta

Il genitore che per una sola volta non rispetta il provvedimento del giudice sul diritto di visita del genitore non affidatario non può essere condannato sempre che il suo gesto non costituisca una "ripicca". Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza 10701/2010) annullando una condanna per elusione del provvedimento del giudice inflitta dalla Corte d'Appello di Messina ad una donna che aveva negato al marito separato di tenere con la se' la figlia di un anno secondo le modalità indicate nel provvedimento del giudice. In realtà il rifiuto vi era stato solo in relazione ad una giornata e dovuto al "malessere di una notte insonne forse dovuto alla crescita di un dente" della bambina. La donna secondo la Corte doveva essere assolta "perche' il fatto non sussiste".

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I giudici della Cassazino osservano che "il genitore affidatario, pur obbligato a consentire l'esercizio del diritto di visita da parte dell'altro genitore secondo le prescrizioni stabilite dal giudice, qualora venga a trovarsi in una concreta situazione di difficolta' determinata dalla resistenza o dal disagio psicofisico del minore, essendo egli nello stesso tempo tenuto a garantire la crescita serena ed equilibrata del minore, ha in ogni momento il diritto dovere di assicurare massima tutela all'interesse preminente del minore, dove tale interesse, per la naturale fluidita' di ogni situazione umana, non sia potuto essere tempestivamente portato alla valutazione del giudice civile". Piazza Cavour ha censurato la decisione del giudice di merito che aveva liquidato il rifiuto della mamma come una 'ripicca', sostenendo che per una volta il genitore puo' rifiutare di consegnare il figlio al papa' non affidatario a patto che questo rifiuto "non incida in maniera sensibile sulla qualita' della prosecuzione dei rapporti" e non "frustri le legittime pretese del genitore non affidatario".


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