Avv. Roberto Cataldi |

Immigrazione: una guida per regolarizzare colf e badanti stilata dai consulenti del lavoro

La Fondazione Studi del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro ha reso disponibile un vademecum su tutto quello che è necessario sapere per una corretta regolarizzazione di colf e badanti. Dalle differenti procedure previste per lavoratori italiani o comunitari e per extracomunitari ai passaggi obbligatori per definire la domanda. Il vademecum, insomma, si presenta come una guida alle novità introdotte dal decreto legge 78/2009 per aiutare il datore di lavoro a valutare il caso singolo e a individuare le tappe dell'operazione. Va segnalato che tra le novità la procedura attuale consente la regolarizzazione per il lavoratore extracomunitario solo se è in possesso del passaporto o di un documento equivalente. Possono procedere alla regolarizzazione di collaboratori domestci anche familiari non conviventi con i soggetti che necessitano di assistenza e non ci sarà alcun 'click day' per stabilire graduatorie o priorità in base alla data di presentazione delle domande. La nuova normativa sara' opeativa per il periodo 1 - 30 settembre 2009 e potra' essere utilizzata anche da chi ha presentato la domanda flussi del 2007/2008. E' anche possibile pagare contributi per periodi precedenti al 1 aprile 2009 con interessi, ma solo dopo l'emanazione di apposito decreto.

Altre informazioni sul vademecum

Segnaliamo innanzitutto che il vademecum può essere scaricato online in formato pdf dalla pagina:
http://www.consulentidellavoro.it/pdf/fondazionestudi/vademecum-colf.pdf

Ecco in breve come è articolato il vademecum:

PRIMA FASE: LAVORATORI CON REQUISITI PRECISI
I requisiti delle parti sono stati evidenziati in modo da rendere immediatamente chiaro il quadro della situazione, gli obblighi a carico di ciascuno e le caratteristiche che devono possedere per rientrare nell'operazione. Possono essere regolarizzati i cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari che sono stati occupati nei lavori familiari almeno dal 1 aprile e che continuano a esserlo alla data della domanda. Puo' essere regolarizzato chi in passato e' stato espulso perche' non aveva il permesso di soggiorno o perche' il permesso era scaduto. Mentre non puo' essere regolarizzato chi e' destinatario di un'espulsione per motivi di sicurezza, ordine pubblico o terrorismo, una segnalazione come 'inammissibile' in Italia o una condanna, anche solo in primo grado, per un reato per cui e' previsto l'arresto in flagranza.

SECONDA FASE: DATORE CON LIMITI DI REDDITO
Per quanto riguarda i datori di lavoro, possono rientrare nella procedura di regolarizzazoine tutti i datori di lavoro (italiani, comunitari ed extracomunitari purche' in possesso della carta di soggiorno). Il vademecum e' stato strutturato diversificando le regole a seconda della nazionalita' del lavoratore. E' quest'ultima, infatti, che determina una piu' ampia cautela per l'accesso e alcuni stringenti vincoli dettati dalla necessita' di evitare l'utilizzo indiscriminato della norma. Ogni famiglia potra' mettere in regola al massimo una colf e due badanti extracomunitarie, mentre nessun limite e' previsto per gli italiani e i comunitari. Per regolarizzare extracomunitari, e' necessario che il datore possegga un reddito di almeno 20mila euro l'anno, se e' l'unico a percepire un reddito in famiglia, oppure non inferiore a 25mila euro, se in famiglia ci sono altre persone che percepiscono reddito. Nessun limite di reddito e' previsto per regolarizzare prestatori d'assistenza, ma in questo caso sara' indispensabile un certificato della struttura sanitaria pubblica o del medico di famiglia che attesti le limitazioni dell'autosufficienza della persona assistita. Anche la necessita' di due badanti dovra' essere certificata dal medico.

TERZA FASE: VALUTAZIONE DEI VANTAGGI
Fino alla definizione della domanda, il lavoratore non potra' essere espulso. Il lavoratore e il datore di lavoro, inoltre, non potranno essere oggetto di procedimenti penali e amministrativi per la violazione delle norme sull'immigrazione o sul lavoro. Questi illeciti saranno condonati definitivamente se la regolarizzazione termina positivamente. Va posta l'attenzione al fatto che presentando dichiarazioni false si commette reato, mentre utilizzando documenti contraffatti, si rischiano da uno a sei anni di carcere. Anche il datore di lavoro che ha gia' inviato la domanda di richiesta di nulla osta in occasione dei flussi 2007/2008 puo' decidere di presentare ugualmente la regolarizzazione entro il 30 settembre. In tale caso, la vecchia domanda sara' archiviata d'ufficio.

QUARTA FASE: PAGAMENTO E DOMANDA
I datori pagheranno 500 euro per ogni lavoratore (somma non deducibile dalle imposte sul reddito). La somma copre (presumibilmente) il periodo 1° aprile 2009-30 giugno 2009 (su questo si attende un decreto ministeriale che ne determini anche la destinazione). Le domande possono partire dal 1° e fino al 30 settembre 2009, per lavoratori italiani e comunitari si utilizzano i moduli da presentare all'Inps, mentre per i lavoratori extracomunitari, le dichiarazioni andranno inviate esclusivamente in via telematica allo Sportello unico per l'immigrazione.

QUINTA FASE: CONSULENTI LAVORO ABILITATI A INVIO DOMANDE
Le 5 fasi per le domande relative ai lavoratori extracomunitari ricalcano in gran parte le precedenti procedure previste per il decreto flussi 2007/2008 con il 'clik day' che ne e' seguito. Si va dal contenuto della domanda con gli impegni relativi all'invio on line, dalla successiva convocazione allo Sportello unico alla documentazione da produrre per i singoli casi concreti, sino ai primi atti da mettere in pratica per l'assunzione. Si tratta di attendere ora il via definitivo della procedura telematica da parte del ministero dell'Interno. I consulenti del lavoro sono intermediari abilitati dal ministero dell'Interno per l'invio on line delle domande. I datori potranno rivolgersi a loro, quindi, per l'espletamento dell'intera procedura.


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