La crisi economica è una transizione improvvisa e significativa dall'andamento positivo a quello negativo dell'economia, all'interno di uno o più paesi

Crisi economica: cosa si intende

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Si parla di crisi economica quando, all'interno di uno o più paesi, si verifica una transizione improvvisa e significativa dall'andamento positivo a quello negativo dell'economia. Se questo passaggio riguarda la produttività del paese (misurata con il prodotto interno lordo, o PIL), la crisi economica assume l'impronta di una recessione.

Un esempio italiano è quello del 2008, in cui gli effetti della grande recessione americana (soprattutto dopo la bancarotta della Lehman Brothers) raggiunsero il nostro paese e ne compromisero l'equilibrio finanziario.

La grande recessione americana e i suoi effetti sull'Italia

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Tra il 2007 e il 2013, negli Stati Uniti d'America, il collasso dei subprime (formule di finanziamento a favore di richiedenti ad alto rischio di insolvenza) e del mercato immobiliare condusse ad una pesantissima crisi economica. Questa interessò non solo i paesi da cui ebbe origine, bensì la maggior parte dei paesi nel mondo. Come spiegato nel dettaglio su questa pagina di Wikipedia solo i paesi dall'economia emergente, come la Cina e il Brasile, fecero eccezione.

L'economia italiana cominciò ad accusare le ripercussioni della crisi nel 2008, in particolare dopo che la società di servizi finanziari Lehman Brothers Holdings Inc. dichiarò il fallimento. Grazie alla scarsa internazionalizzazione delle banche questo evento non colpì l'Italia in modo diretto; fu invece la riduzione delle esportazioni, conseguente all'abbassamento degli investimenti e del reddito su scala globale, ciò che fece crollare il PIL italiano, che nel 2009 si ridusse del 5,5%. Il successivo rimbalzo del 2010, con una crescita dell'1,7%, fu un valore strettamente statistico e non si affermò negli anni successivi.

Gli effetti della pandemia di COVID-19 sull'economia italiana

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Nei primi mesi del 2020 ha cominciato a diffondersi, anche in Italia, il virus SARS-CoV-2. Sebbene le preoccupazioni fossero soprattutto di carattere sanitario, le restrizioni imposte per limitare i contagi hanno avuto un impatto non trascurabile sull'economia. L'Italia non è stata immune a tali effetti, con un preoccupante aumento dell'inflazione e una successiva reazione a catena.

I mesi di lockdown, fra gli altri fattori, hanno messo duramente alla prova il benessere economico della società, con l'aumento della richiesta di beni di prima necessità e la riduzione della richiesta di servizi. Le difficoltà nella gestione delle attività di lavoro private, inoltre, hanno portato ad un inevitabile calo dell'occupazione.

A due anni dall'esplosione della pandemia l'Italia ha cominciato a mostrare solidi segnali di ripresa, soprattutto nel settore manifatturiero. A dispetto di ciò alcuni effetti collaterali, per esempio la forte carenza di materie prime (tra cui carta, metalli e semiconduttori), potrebbero persistere per più tempo del previsto.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

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Il PNRR è un piano di recupero economico, formulato dall'Italia in collaborazione con l'Unione Europea. Fra i provvedimenti, compatibili con le politiche di rilancio del programma europeo Next Generation EU, si trovano soprattutto iniziative di carattere ambientale e tecnologico. Le soluzioni previste nel PNRR sono state proposte all'inizio del 2021, in risposta agli effetti negativi della pandemia sull'economia italiana. Gli interventi pratici descritti nel piano sono suddivisi in sei passaggi, definiti missioni, e si possono riassumere in questo modo:

  • Missione 1 - Digitalizzazione, miglioramento dell'efficienza nella comunicazione e valorizzazione delle risorse turistiche;
  • Missione 2 - Riduzione dell'impatto sui cambiamenti climatici;
  • Missione 3 - Rafforzamento della mobilità efficiente;
  • Missione 4 - Miglioramento e ampliamento dei servizi di istruzione e formazione, con un maggiore supporto alla comunità scientifica;
  • Missione 5 - Inclusione e coesione a favore delle categorie sociali svantaggiate;
  • Missione 6 - Riorganizzazione dell'assistenza sanitaria e ammodernamento tecnologico degli ospedali.

La distribuzione dei fondi, che può essere monitorata nel sito Internet Italiadomani, deve essere completata entro il 31 dicembre 2026.

Guerra in Ucraina: quali sono i rischi per l'economia italiana?

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L'Italia, come gli altri paesi nell'Unione Europea, è strettamente legata alla Russia per la fornitura di gas. L'aumento dei prezzi o addirittura il taglio dei rifornimenti, in seguito alla guerra e in risposta alle sanzioni nei confronti della Russia, è uno dei modi più probabili e immediati in cui il conflitto in Ucraina può colpire la nostra economia.

Un effetto simile può riguardare l'importazione di grano e prodotti ricavati dai semi di girasole (in questo caso si tratterebbe di un effetto collaterale, poiché l'Italia non importa grandi quantità di questi prodotti dalla Russia) e la fornitura di metalli, molto importanti per gli imballaggi dei cibi in lattina e per l'industria automobilistica.

Tra le conseguenze a lungo termine si temono, oltre ad un nuovo aumento dell'inflazione, pericolose oscillazioni negli indici di borsa e nel valore delle quote societarie. Questi ultimi effetti, non essendo immediati, sono suscettibili al carico di eventi e parametri ancora da osservare, ma vengono comunque presi concretamente in considerazione dagli analisti.


Foto: 123rf.com
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