Avv. Roberto Cataldi |

Liberalizzazioni: consumatori, liberalizzare vendita farmaci con ricetta

In una nota congiunta le principali associazioni dei consumatori (Adiconsum, Adusbef, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Movimento difesa del cittadino, Movimento consumatori, Movimento nazionale liberi farmacisti e Unione nazionale consumatori) hanno invitato il governo 'sostenere l'approvazione dell'articolo 2 del d.d.l. 1644 per la vendita dei farmaci con obbligo di ricetta anche in esercizi diversi dalla farmacie'. Un via libera dunque alla terza 'lenzuolata' delle liberalizzazioni che dovrebbe portare alla vendita nei supermercati anche dei farmaci con obbligo di ricetta. Si legge nela nota: 'E' necessario dare nuovo impulso a tali politiche ed avviare una nuova stagione di riforme pro-concorrenziali partendo dalla rapida approvazione della cosiddetta 'terza lenzuolata Bersani''. 'L'esperienza maturata con il primo Decreto Bersani, che ha consentito la vendita di farmaci d'automedicazione nei supermercati e negli esercizi farmaceutici (parafarmacie), dimostra che quando vengono eliminate inutili barriere alla concorrenza s'innescano virtuosi meccanismi recanti innanzitutto vantaggi ai consumatori -scrivono-. Lo sconto medio del 20%, a fronte di un aumento dei consumi dei farmaci d'automedicazione dello 0,4%, la dice lunga sulla maturita' degli italiani e smentisce appieno gli interessati allarmismi di chi era contrario al provvedimento'.

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Le associazioni chiariscono inolte che ''La presenza del farmacista nei luoghi ove vengono dispensati farmaci e' garanzia sufficiente per tutelare la salute dei cittadini, tutela che permane elevata anche nelle parafarmacie sottoposte a numerosi controlli da parte degli organismi preposti''. Scrivono poi che ''Bloccare il processo di liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C con 'surrogati' di concorrenza costruiti ad arte per mantenere inalterati i privilegi acquisiti, avrebbe un solo risultato: riportare il settore farmaceutico sotto il controllo di lobby e corporazioni. Al contrario, noi crediamo che la strada scelta di liberare l'economia da rendite di posizione sia la strada giusta, da percorrere sino in fondo e senza alcuna deviazione [...]. Qualsiasi modifica sostanziale, o peggio la cancellazione, dell'art. 2 del d.d.l. 1644 significhera' 'abdicare' davanti agli interessi delle corporazioni, privando i cittadini della possibilita' di scegliere in un mercato piu' libero e privo da condizionamenti dei poteri forti''


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