Quali i rischi
Uno dei principali rischi è l'addebito della separazione, che può essere disposto qualora l'abbandono venga ritenuto causa della crisi matrimoniale e non conseguenza di una situazione già irreversibilmente compromessa. L'addebito comporta la perdita del diritto al mantenimento e può incidere anche su altri aspetti patrimoniali.
Ulteriore profilo problematico riguarda l'assegnazione della casa familiare, soprattutto in presenza di figli minori o non autosufficienti. L'allontanamento volontario dall'abitazione può essere interpretato come disinteresse verso l'ambiente domestico e le esigenze della prole, rafforzando la posizione dell'altro coniuge nella richiesta di assegnazione.
Non va trascurato l'aspetto probatorio: chi abbandona la casa deve essere in grado di dimostrare la sussistenza di una giusta causa, quale un clima di intollerabilità della convivenza, condotte violente o gravemente lesive della dignità personale. In mancanza, l'allontanamento rischia di essere qualificato come arbitrario.
In conclusione, nei procedimenti di separazione e divorzio non consensuali, l'abbandono della casa coniugale rappresenta una scelta giuridicamente delicata. Prima di assumere decisioni affrettate, è essenziale valutare le conseguenze legali e tutelarsi attraverso un'adeguata consulenza, per evitare che un gesto impulsivo si traduca in un grave pregiudizio processuale.
Dott. Alessandro Pagliuca
Avvocato abilitato all'esercizio della professione forense- Criminologo
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