Aggiornamento sull'operazione del 3 gennaio 2025 e reazioni della comunità internazionale. "Quando un presidente dichiara che il suo paese 'gestirà' un'altra nazione fino a una 'transizione sicura', parliamo di occupazione militare

Conferenza stampa di Mar-A-Lago: le dichiarazioni di Trump

La conferenza stampa tenuta dal presidente Trump a Mar-a-Lago ha fornito ulteriori dettagli sull'operazione venezuelana, chiarendo definitivamente la natura dell'intervento americano.

Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti "gestiranno" il Venezuela fino a quando "una transizione appropriata possa aver luogo", aggiungendo: "Siamo lì ora, ma resteremo fino a quando la transizione appropriata possa aver luogo".

Il presidente ha sottolineato che "tutte le capacità militari venezuelane sono state rese impotenti mentre gli uomini e le donne delle nostre forze armate, lavorando con le forze dell'ordine americane, hanno catturato con successo Maduro nel cuore della notte".

Il presidente del Joint Chiefs of Staff Dan Caine ha descritto l'operazione come "una missione di collaborazione che coinvolge tutti i rami militari e le agenzie di intelligence che richiede mesi di preparazione".

Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che Maduro "aveva multiple opportunità per evitare questo, gli erano state fornite offerte multiple molto, molto, molto generose, e ha scelto invece di agire come un pazzo".

Questa mattina il Presidente Maduro e la moglie verranno condotti avanti un Tribunale a New York trattati come indagati.

II. LE CONDANNE INTERNAZIONALI: UNA PERICOLOSA DERIVA.

Le reazioni internazionali all'operazione venezuelana sono state unanimemente critiche, evidenziando l'isolamento degli Stati Uniti su questa questione.

Le Nazioni Unite.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres si è dichiarato "profondamente allarmato" per la situazione, definendo gli eventi "una pericolosa deriva" e sottolineando che "questi sviluppi costituiscono un precedente pericoloso".

Il portavoce di Guterres ha ribadito che "il Segretario Generale continua a sottolineare l'importanza del pieno rispetto - da parte di tutti - del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite".

La Francia.

La Francia ha condannato l'operazione americana, affermando che mina il diritto internazionale.

Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha scritto su X che, sebbene Maduro abbia "gravemente violato" i diritti dei venezuelani, l'operazione militare "contraddice il principio del non uso della forza, che è alla base del diritto internazionale".

Russia e Cina.

La Cina ha denunciato il "comportamento egemonico" degli Stati Uniti, dichiarando di essere "profondamente scioccata e condanna fermamente l'uso della forza da parte degli Stati Uniti contro un paese sovrano". La Russia ha definito l'azione "aggressione armata contro il Venezuela", offrendo Mosca come attore diplomatico per garantire la stabilità.

L'Iran.

L'Iran ha condannato fermamente gli attacchi americani sul Venezuela, definendoli "una flagrante violazione della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale del paese".

III. L'ANALISI DEL NEW YORK TIMES: ILLEGALITÀ ED IMPRUDENZA.

Il New York Times ha pubblicato un editoriale che definisce l'attacco di Trump al Venezuela "illegale e imprudente", sottolineando che "senza l'approvazione del Congresso, le sue azioni violano la legge americana".

L'editoriale evidenzia come "la Costituzione richiede al Congresso di approvare qualsiasi atto di guerra" e critica la giustificazione dell'amministrazione basata sulla lotta al "narcoterrorismo".

Il senatore repubblicano Mike Lee aveva inizialmente questionato "cosa, se qualcosa, potrebbe costituzionalmente giustificare questa azione" in assenza di autorizzazione congressuale per l'uso della forza militare.

Successivamente, Lee ha dichiarato che il segretario di Stato Rubio gli aveva spiegato che l'azione militare "è stata dispiegata per proteggere e difendere coloro che eseguivano il mandato di arresto".

IV. NON È UN'OPERAZIONE ANTINARCOTICI: È UNA INVASIONE.

Contrariamente alle giustificazioni ufficiali, l'operazione venezuelana non può essere definita un'operazione contro il narcotraffico.

Si tratta di un'operazione militare su larga scala con morti e feriti in uno Stato straniero, condotta con portaerei, cacciatorpediniere armati con missili Tomahawk e più di 15.000 effettivi; ci dovrebbero essere una ottantina di vittime, in questa operazione di estrazione.

Il deputato democratico Adam Schiff ha accusato Trump di "calpestare" la Costituzione con l'attacco, mentre il deputato Jim McGovern ha questionato l'operazione militare. Il Center for International Policy ha definito l'operazione "un tentativo illegale di cambio di regime" che "viola sia la legge americana che quella internazionale".

L'articolo 2 paragrafo 4 della Carta delle Nazioni unite stabilisce il divieto di uso della forza, è una norma cogente, senza possibilità di deroga.

V. MADURO NARCOTRAFFICANTE" SARÀ LA GIUSTIZIA A DOVERLO DICHIARARE.

Maduro e sua moglie dovranno "affrontare la piena ira della giustizia americana su suolo americano nei tribunali americani", sotto un'incriminazione nel Distretto Sud di New York.

Nel 2020, durante il primo mandato di Trump, Maduro è stato accusato nel Distretto Sud di New York per "narcoterrorismo", cospirazione per importare cocaina e reati correlati.

Tuttavia, dal punto di vista giuridico, è fondamentale ricordare che un'incriminazione non equivale a una condanna. Sarà la giustizia americana a dover determinare la colpevolezza o l'innocenza di Maduro attraverso un processo che rispetti le garanzie costituzionali.

VI. LA STRATEGIA FAFO E L'IMMAGINE DI MADURO AMMANETTATO.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che Maduro "ha fatto il furbo e ha scoperto le conseguenze" ("effed around and he found out"), utilizzando un linguaggio che riflette la strategia FAFO (F*** Around and Find Out) in voga negli Stati Uniti.

Trump ha condiviso la prima immagine di Maduro "catturato", un'immagine simbolica che rappresenta il potere americano e invia un messaggio chiaro agli altri regimi della regione.

VII. LA BEFFA: MADURO IN TRANSITO A GUANTANAMO.

Maduro e sua moglie sono stati trasferiti sulla USS Iwo Jima, dove sono ora in viaggio verso New York per essere processati. La scelta di far transitare Maduro attraverso Guantanamo Bay, all'interno di Cuba, rappresenta una beffa simbolica e un messaggio agli ultimi regimi della regione.

VIII. IL RISCHIO DI GUERRA CIVILE E IL DISPIEGAMENTO DI TRUPPE AI CONFINI.

La preoccupazione per una guerra civile in Venezuela, una nazione già molto provata, ha spinto alcuni paesi a dispiegare truppe ai confini.

La Colombia ha inviato forze armate al confine venezuelano per preoccupazioni riguardo a un possibile afflusso di rifugiati.

Gli analisti prevedono lotte caotiche per il potere mentre unità militari, fazioni politiche rivali e gruppi guerriglieri competono per il controllo del paese.

Qualsiasi seria destabilizzazione nella nazione di 28 milioni di persone minaccia di consegnare a Trump il tipo di pantano che ha caratterizzato gli interventi americani precedenti.

IX. IL DOMINIO AMERICANO DELL'EMISFERO OCCIDENTALE.

L'operazione venezuelana rappresenta chiaramente un tentativo di stabilire il dominio americano dell'emisfero occidentale. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che Trump era "mortalmente serio riguardo al recuperare il petrolio che ci è stato rubato", rivelando gli interessi economici sottostanti all'operazione.

Maduro, un ex autista di autobus di 63 anni scelto dal morente Hugo Chávez per succedergli nel 2013, ha sempre negato le accuse americane sostenendo che Washington intendeva prendere il controllo delle riserve petrolifere del suo paese, le più grandi al mondo.

X. IL MESSAGGIO PER CUBA: UN POPOLO CHE SOFFRE.

Cuba, sostenitrice del governo Maduro e avversaria di lunga data degli Stati Uniti, ha chiesto alla comunità internazionale di rispondere a quello che il presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha definito "l'attacco criminale".

Il messaggio per Cuba è chiaro: un popolo che soffre, una nazione in fallimento che succederà senza petrolio venezuelano.

A Miami, intanto, il sequestro militare del leader venezuelano Nicolás Maduro viene celebrato non solo come una buona giornata per il futuro della democrazia venezuelana, ma potenzialmente come preludio a un cambiamento anche a Cuba.

XI. CONSIDERAZIONI GIURIDICHE.

Dal punto di vista del diritto internazionale, l'operazione venezuelana configura una serie di violazioni sistematiche che non possono essere giustificate dalle pur legittime preoccupazioni riguardo al regime di Maduro.

La Violazione della Sovranità.

Il Cile ha espresso "preoccupazione e condanna per le azioni militari degli Stati Uniti in Venezuela", riaffermando "il suo impegno ai principi fondamentali del diritto internazionale, come il divieto dell'uso della forza, la non interferenza, la risoluzione pacifica delle controversie internazionali e l'integrità territoriale degli Stati".

Il Precedente Pericoloso.

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha dichiarato che le azioni americane "hanno attraversato una linea inaccettabile", paragonandole "ai momenti più bui dell'interferenza americana in America Latina e nei Caraibi".

L'Assenza di Autorizzazione Costituzionale.

Come sottolineato dal New York Times, "la Costituzione specifica cosa deve fare: andare al Congresso. Senza l'approvazione congressuale, le sue azioni violano la legge americana".

XII. RIFLESSIONI FINALI.

L'operazione venezuelana del 3 gennaio 2025 rappresenta un momento di svolta nelle relazioni internazionali contemporanee. La conferenza stampa di Mar-a-Lago ha chiarito definitivamente che non si tratta di un'operazione antinarcotici, ma di un cambio di regime forzoso con occupazione militare.

"Quando la forza sostituisce il diritto, anche contro i tiranni, l'intera architettura della convivenza internazionale vacilla. Il caso venezuelano ci pone di fronte a un dilemma che trascende le simpatie politiche: possiamo accettare che la giustizia si faccia con i rapimenti di Stato".

Le condanne unanimi della comunità internazionale - dalle Nazioni Unite alla Francia, dalla Russia alla Cina, dall'Iran al Brasile - evidenziano l'isolamento degli Stati Uniti su questa questione e la gravità delle violazioni del diritto internazionale commesse.

Come giurista, osservo con preoccupazione l'erosione dei principi consolidati del diritto internazionale, tanto più che un fascicolo era già aperto presso la Corte Penale Internazionale di cui il Venezuela è firmatario.

Il fatto che Maduro possa essere effettivamente colpevole dei crimini di cui è accusato non giustifica l'uso unilaterale della forza militare per la sua cattura.

Il diritto internazionale prevede procedure specifiche per questi casi, che passano attraverso i tribunali internazionali competenti.

La strategia FAFO e l'immagine di Maduro ammanettato rappresentano una deriva autoritaria che mina l'intera architettura della convivenza internazionale. Se accettiamo che la forza possa sostituire il diritto, anche contro i presunti criminali, legittimiamo un mondo dove prevale la legge del più forte.

Il messaggio per Cuba e gli altri regimi della regione è chiaro: l'America vuole governare l'emisfero occidentale secondo i propri interessi.

Tuttavia, questo approccio rischia di destabilizzare l'intera regione e di creare precedenti pericolosi per l'ordine internazionale.

Cuba si prepara a restare al buio, perchè non arriverà più una goccia di petrolio da Caracas.

La comunità italiana in Venezuela, così come tutti i civili innocenti, rischia di pagare il prezzo più alto di questa deriva.

Il rischio di una guerra civile e di un esodo di massa rappresenta una tragedia umana che poteva essere evitata attraverso soluzioni diplomatiche.

Il diritto internazionale, pur violato e calpestato, rimane l'unico argine contro la barbarie.

A questo punto viene da domandarsi chi sarà il prossimo" Forse la Groenlandia che fa parte del Regno di Danimarca dentro la UE"

Difenderlo oggi, anche quando sembra proteggere i tiranni, significa difendere la possibilità di un futuro di pace per tutti i popoli del mondo.


Erik Stefano Carlo BODDA è avvocato del foro di Torino, già iscritto nei fori di Madrid e Parigi ed abilitato alle difese avanti le Giurisdizioni Superiori.

Ha conseguito il diploma presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali della LUISS e ha operato in Europa, Africa, America latina e Medioriente. È fondatore dello studio legale BODDA & PARTNERS con sedi in Italia e all'estero.

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