Tra diritto e criminologia
Dal punto di vista familistico, la violenza psicologica emerge con particolare frequenza all'interno delle relazioni affettive e coniugali, spesso in contesti di convivenza o durante fasi di crisi della coppia. La giurisprudenza di legittimità ha progressivamente riconosciuto che tali condotte, se sistematiche e idonee a determinare uno stato di prostrazione o soggezione, integrano il reato di maltrattamenti in famiglia ex art. 572 c.p., anche in assenza di episodi di violenza fisica. In ambito civilistico, esse assumono rilievo decisivo nei procedimenti di separazione e affidamento, incidendo sulla valutazione della capacità genitoriale e sull'adozione di provvedimenti limitativi o prescrittivi.
Sotto il profilo criminologico, la violenza psicologica si configura come espressione di un modello relazionale asimmetrico, fondato su dinamiche di potere e controllo. L'autore del comportamento violento tende a normalizzare l'abuso, mentre la vittima sviluppa meccanismi di adattamento e dipendenza emotiva che ostacolano l'emersione del fenomeno e la denuncia. Ciò rende particolarmente complessa la prova giudiziaria, spesso fondata su indicatori indiretti, riscontri testimoniali, consulenze tecniche e analisi del contesto relazionale.
Il legislatore, anche alla luce degli obblighi sovranazionali derivanti dalla Convenzione di Istanbul, ha rafforzato gli strumenti di tutela preventiva e repressiva, valorizzando l'approccio integrato tra diritto penale, diritto di famiglia e servizi di protezione. Tuttavia, la reale efficacia del sistema passa attraverso una lettura interdisciplinare del fenomeno, capace di cogliere la violenza psicologica nella sua dimensione relazionale e strutturale, superando una visione riduttiva fondata esclusivamente sull'evento lesivo.
In conclusione, il contrasto alla violenza psicologica sulle donne richiede non solo strumenti normativi adeguati, ma anche una cultura giuridica sensibile alle dinamiche familiari e criminologiche sottese, affinché la tutela della persona offesa sia effettiva, tempestiva e rispettosa della sua dignità.
Dott. Alessandro Pagliuca
Avvocato abilitato all'esercizio della professione forense- Criminologo
alessandropagliuca12@gmail.com








