Il Garante privacy smentisce l'allarme sull'inserimento automatico dei dati nel Fs2 dall'11 gennaio. Il fascicolo sanitario è alimentato automaticamente già dal 2020 ma comunque serve il consenso
medico che mostra fascicolo sanitario elettronico

Da maggio 2020 inserimento automatico dei dati nel FSE

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Il decreto Rilancio n. 34/2020 all'art. 11 ha disposto l'abrogazione del comma 3 bis dell'art. 12 del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.

Per comprendere al meglio vediamo che cosa disponeva il comma 3 bis abrogato: "Il FSE può essere alimentato esclusivamente sulla base del consenso libero e informato da parte dell'assistito, il quale può decidere se e quali dati relativi alla propria salute non devono essere inseriti nel fascicolo medesimo."

Con l'abrogazione di questo comma il decreto rilancio, ha quindi previsto, in sostanza, che dal maggio 2020, il fascicolo sanitario elettronico venga alimentato automaticamente con l'indicazione di tutte le prestazioni sanitarie di cui i cittadini fruiscono, a prescindere da qualsiasi manifestazione del consenso in tal senso. Questo naturalmente limitatamente a quelle Regioni che possiedono già il fascicolo sanitario elettronico.

Allarme sulla data dell'11 gennaio 2022 per l'opposizione

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Di fascicolo sanitario elettronico si è tornato a parlare in questi giorni con toni allarmistici, perché diversi siti hanno indicato erroneamente la data dell'11 gennaio 2022, come termine ultimo a disposizione dei cittadini per potersi opporre all'inserimento automatico nel FSE dei dati relativi alle prestazioni sanitarie fruite dal 20 maggio 2020.

C'è chi in questa iniziativa ha scorto il tentativo dello Stato di predisporre una schedatura sanitaria della popolazione, cavalcando l'onda della pandemia, privando in questo modo i cittadini del diritto alla privacy relativamente al proprio stato di salute, che come sappiamo è un dato sensibile che la legge tutela in modo particolare.

Smentita e chiarimenti del Garante Privacy

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Queste voci però sono state smentite dal Garante per la protezione dei dati personali, che con un comunicato (sotto allegato) datato proprio 11 gennaio spiega che: "La notizia era circolata in Rete a seguito dell'iniziativa presa dalla Regione Liguria che aveva erroneamente indicato nell'11 gennaio 2021 il termine entro il quale i cittadini liguri avrebbero dovuto comunicare la loro eventuale opposizione all'inserimento nel FSE dei dati relativi alle prestazioni sanitarie fruite, in ambito pubblico o privato, prima del maggio 2020. Da qui la confusione ingenerata."

Per quanto riguarda poi la novità dell'alimentazione automatica del fascicolo elettronico il Garante precisa che "comunque, anche a seguito di tale alimentazione automatica del FSE, i dati sanitari dei cittadini non saranno accessibili al personale sanitario in assenza di uno specifico consenso del singolo cittadino" e che, per quanto riguarda i dati relativi alle prestazioni sanitarie fruite dai cittadini in data anteriore al 20 maggio 2020, lo stesso "ha precisato al Ministero della Salute che l'ingresso nel Fascicolo sanitario elettronico sarebbe stato possibile solo a tre condizioni:

a) avere proceduto a un'idonea campagna nazionale di informazione;
b) avere puntualmente informato i cittadini delle Regioni interessate sulle novità relative all'alimentazione del Fascicolo;
c) avere riconosciuto a questi ultimi, dal momento in cui sono stati informati, un termine non inferiore a 30 giorni per manifestare la propria eventuale opposizione."

Scarica pdf Garante Privacy comunicato 11.01.2022
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Foto: 123rf.com
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