Il disegno di legge in corso d'esame in commissione al Senato prevede l'applicazione della cedolare secca alle locazioni di immobili non abitativi, come quelli adibiti a botteghe artigiane
percentuale per taglio tasse

Cedolare secca per aiutare l'artigianato

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L'idea di estendere la cedolare secca e quindi un sistema semplificato di tassazione dei redditi derivanti dalle locazioni immobiliari è contenuta nel disegno di legge n. 2117 (sotto allegato), ora in corso di esame in commissione, contenente le "Misure per la tutela e lo sviluppo dell'artigianato nella sua espressione territoriale, artistica e tradizionale."

L'estensione della cedolare secca ai laboratori - botteghe artigianali è solo una delle misure che si vogliono adottare per tutelare, ma anche per contribuire allo sviluppo dell'artigianato italiano.

Il disegno di legge infatti si compone di 10 articoli, tutti finalizzati a preservare una realtà economica importante e tipica del nostro tessuto economico, di cui si vuole valorizzare la storicità e l'aspetto artistico. Ma vediamo cosa dice in particolare la norma che vuole estendere il regime fiscale della cedolare secca.

Cedolare secca sugli immobili adibiti a laboratori per arti e mestieri

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La norma che si occupa di disciplinare questo importante aspetto è l'articolo 3 del disegno di legge il quale dispone che: "Il canone di locazione relativo ai contratti stipulati a decorrere dall'anno successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, per un periodo non superiore a cinque anni, che abbiano ad oggetto unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/3, quali locali destinati all'esercizio dell'impresa artigiana nella sua espressione territoriale, artistica e tradizionale, di superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze, e le relative pertinenze locate congiuntamente, può, in alternativa al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, essere assoggettato al regime della cedolare secca, di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, con l'aliquota del 10 per cento."

L'intento della norma è chiaro, estendere il regime della cedolare secca anche alle botteghe artigiane che hanno una superficie non superiore ai 600 mq, in alternativa alla tassazione ordinaria del reddito fondiario prevista ai fini IRPEF, nella percentuale del 10% da calcolarsi sull'importo del canone di locazione annuo.

Una novità che, se dovesse trasformarsi in legge, supererebbe quelle limitazioni oggi esistenti sul regime della cedolare secca, che impediscono l'applicazione di questo regime facoltativo agli immobili adibiti all'esercizio di attività d'impresa o di lavoro autonomo.

Confedilizia: cedolare secca anche sugli immobili non abitativi

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La previsione di questa importante novità normativa è stata senza dubbio stimolata da Confedilizia che, su invito delle Commissioni Finanze del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, è stata chiamata a esprimere il proprio parere nell'ambito di un'indagine conoscitiva che "ha come obiettivo di individuare le criticità dell'attuale IRPEF, esaminare le possibili e alternative opzioni di riforma, e analizzarne l'eventuale impatto sull'efficacia e efficienza del prelievo tributario, sulla distribuzione del reddito e sulla crescita economica".

Proprio in questa sede Confedilizia ha dichiarato che, per rivitalizzare il mercato delle locazioni commerciali in particolare, è necessario estendere il regime alternativo della cedolare secca anche agli immobili a destinazione non abitativa.

Confedilizia ricorda in particolare che l'art. 1, comma 59, della legge 145/2018 in realtà aveva già previsto questa possibilità, limitatamente ai contratti di locazione commerciale di locali di categoria C/1 con una superficie non superiore ai 600 mq e solo ai contratti rinnovati o stipulati nel corso del 2019.

Da qui la riflessione del legislatore, che con l'estensione della cedolare secca alle botteghe artigiane non vuole solo distribuire equamente i vantaggi fiscali tra locatore e conduttore, ma anche tentare di risolvere la questione della desertificazione dei centri urbani. Non resta che attendere gli sviluppi del disegno di legge.

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- La cedolare secca negli affitti

Scarica pdf DDL n. 2117
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Foto: 123rf.com
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