Aggiornati gli schemi XSD per il deposito telematico di atti introduttivi e successivi: sarà possibile gestire i depositi eccedenti i limiti dimensionali della PEC
mano che digita simbolo mail

Cassazione: deposito telematico atti oltre 30 MB

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Nuovo importante passaggio per il PCT innanzi alla Suprema Corte di Cassazione. È stata infatti resa disponibile la nuova versione (qui sotto allegata) degli schemi XSD per il deposito telematico di atti introduttivi e successivi presso la Corte Suprema di Cassazione. La versione aggiornata del documento prevede la gestione dei depositi eccedenti i limiti dimensionali imposti dalla PEC, consentendo dunque di superare il limite di 30 MB.

Come si legge nel testo, al fine di superare il limite della dimensione massima prevista per i messaggi PEC (garantiti 30 MB), viene data la possibilità al soggetto abilitato esterno, per qualsiasi tipologia di atto, di effettuare un deposito multiplo, suddividendo la busta in più buste di deposito.

Deposito principale e depositi complementari

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Nella prima busta, cosiddetto "deposito principale", nel caso in cui si tratti di un atto introduttivo, dovranno essere presenti gli allegati obbligatori. Gli altri allegati, diversi da quelli obbligatori, potranno essere depositati con una o più buste ulteriori, i cosiddetti "depositi complementari".

In fase di redazione, precisa il documento, sarà necessario specificare nell'indice busta del deposito principale tutti gli allegati da depositare, compresi quelli inviati con i successivi depositi complementari; indicando per ciascun allegato se è presente nella busta principale oppure no.

Tutti gli allegati che verranno depositati con i depositi complementari dovranno essere presenti nell'Indice Busta del deposito principale con il nuovo attributo "complementare" valorizzato a true, per indicare che quell'allegato sarà depositato con i successivi depositi complementari.

Invece, tutti gli allegati fisicamente presenti nel deposito principale non dovranno avere l'attributo complementare. Sarà necessario, tuttavia, che nei depositi complementari gli attributi ID degli allegati siano gli stessi di quelli indicati nell'indice busta del deposito principale.

Nuovo tag univoco

Per permettere ai depositi complementari di poter referenziare il deposito principale, è stato creato il nuovo tag "RefId", che dovrà essere univoco e per il quale è prevista l'adozione di un valore esadecimale casuale di lunghezza massima 32 byte, quale può essere un GUID (Globally Unique Identifier).

Pertanto, per tutti gli atti introduttivi e gli atti in corso di causa, è previsto un nuovo attributo opzionale chiamato "RefId", inserito nei tag "AttoIntroduttivo" e "AttoProcedimento", che identifica univocamente il deposito principale, da valorizzare solo nel caso siano previsti depositi complementari, e utilizzato dal sistema di cancelleria per collegare i relativi depositi complementari al deposito principale.

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Foto: 123rf.com
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