Lineamenti dei requisiti costituzionali per sedere nello studio ovale, per far parte del Congresso e per avere il diritto di voto
primo piano della statua della libertà

Mr. President

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La disciplina dell'elettorato passivo per la carica di Presidente degli Stati Uniti d'America trova fondamento nell'articolo 2 della Costituzione americana del 1787. Nella fattispecie, è la prima sezione della norma a sancire i requisiti di eleggibilità di Mr. President. Dopo aver descritto i poteri costituzionali a lui attribuiti, la durata dell'incarico, la modalità di formazione del collegio elettorale e la designazione degli elettori del Congresso, la disposizione recita:

"…No Person except a natural born Citizen, or a Citizen of the United States, at the time of the Adoption of this Constitution, shall be eligible to the Office of President; neither shall any person be eligible to that Office who shall not have attained to the Age of thirty five Years, and been fourteen Years a Resident within the United States…"[1]

Da queste righe si strutturano i tre requisiti fondamentali per sedere nello studio ovale:
1) Essere cittadini statunitensi sin dal momento della nascita e dal tempo di adozione della Costituzione (fu promulgata il 21 giugno del 1788);
2) Aver compiuto almeno 35 anni;
3) Avere avuto la residenza nel territorio statunitense per un periodo di almeno 14 anni.

A differenza dell'ordinamento giuridico italiano, dove la modifica della legge fondamentale dello stato può avvenire esclusivamente con un procedimento aggravato mediante l'adozione di leggi costituzionali, negli Stati Uniti d'America le modifiche costituzionali sono ammesse con l'emendamento (constitutional amendments). Questo istituto, previsto dall'articolo 5 della stessa Costituzione, può essere adottato mediante due procedimenti: il primo è a iniziativa dei membri del Congresso che, con due terzi del voto in ogni camera, può dare il via all'iter; il secondo è a iniziativa degli stati federati che, a maggioranza qualificata dei due terzi, possono richiedere al Congresso di indire una convenzione nazionale per discutere su una problematica da loro sollevata e, poi, per adottare i relativi emendamenti.

Ecco che nel corso della loro storia governativa, anche gli Stati Uniti d'America hanno revisionato la loro carta fondamentale molteplici volte. Il XIII emendamento del 1864 sull'abolizione della schiavitù sotto la presidenza di Abraham Lincoln non fu, infatti, l'unico. Dal 1791 ad oggi le modifiche apportate sono state ventisette: tra questi emendamenti, ve ne furono due, in particolare, che andarono a innovare l'ambito della eleggibilità alla carica presidenziale prevedendo delle ipotesi di requisiti negativi.

Questi sono:

1) XIV emendamento:
Questo emendamento, approvato il 9 luglio del 1868, intervenne nella sezione 2 decretando che:

"No person shall be a Senator or Representative in Congress, or elector of President and Vice President, or hold any office, civil or military, under the United States, or under any state, who, having previously taken an oath, as a member of Congress, or as an officer of the United States, or as a member of any state legislature, or as an executive or judicial officer of any state, to support the Constitution of the United States, shall have engaged in insurrection or rebellion against the same, or given aid or comfort to the enemies thereof. But Congress may by a vote of two-thirds of each House, remove such disability."[2]

Ai primi tre requisiti positivi, si aggiunge questo divieto di eleggibilità che, però, diventa sanabile nel momento in cui vi sia il voto favorevole della maggioranza qualificata dei due terzi delle due camere.

2) XXII emendamento:
Con la ratifica avvenuta il 21 marzo del 1947, questa modifica costituzionale introdusse un limite alla possibilità di ricandidarsi come capo dello stato. La sezione 1 recita:

"No person shall be elected to the office of the President more than twice, and no person who has held the office of President, or acted as President, for more than two years of a term to which some other person was elected President shall be elected to the office of the President more than once. But this article shall not apply to any person holding the office of President when this article was proposed by the Congress, and shall not prevent any person who may be holding the office of President, or acting as President, during the term within which this article becomes operative from holding the office of President or acting as President during the remainder of such term."[3]

Il secondo requisito negativo concerne l'impossibilità per un soggetto di ricandidarsi dopo aver tenuto la carica per più di due mandati. Altra situazione è quella che si configura nel caso in cui una persona sia subentrata, per qualsiasi motivo, alla carica di un altro presidente eletto per più di due anni: nella fattispecie non potrà essere eletta per più di una volta.

In via residuale, altro requisito negativo che va ad integrare la sfera della eleggibilità del Presidente degli Stati Uniti d'America è rappresentato dalla sezione 3 dell'articolo 1 della Costituzione americana. Nell'attribuzione dei poteri del Senato, vi è l'esclusività di giudicare su tutti gli atti di impeachments e ne discerne quanto segue:

"The Senate shall have the sole Power to try all Impeachments. When sitting for that Purpose, they shall be on Oath or Affirmation. When the President of the United States is tried, the Chief Justice shall preside: And no Person shall be convicted without the Concurrence of two thirds of the Members present. Judgment in Cases of Impeachment shall not extend further than to removal from Office, and disqualification to hold and enjoy any Office of honor, Trust or Profit under the United States: but the Party convicted shall nevertheless be liable and subject to Indictment, Trial, Judgment and Punishment, according to Law."[4]
A tal proposito, qualora un soggetto abbia subito il giudicato del Senato si vede investito dalla sanzione accessoria dell'interdizione da "…any officer of honor, trust or profit under the United States…": tra queste cariche pubbliche non può che non rientrarvi anche quella del passeggero dell'Air Force One.[5]

Come diventare grandi elettori

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I grandi elettori sono i delegati che compongono il collegio elettorale che ha lo scopo di eleggere il Presidente e il Vice Presidente. Essi sono eletti su base statale e sono 538, così suddivisi:

- 100 senatori, due per ognuno dei 50 stati;

- 435 deputati, assegnati proporzionalmente al numero di abitanti residenti in ciascun territorio federale;

- 3 rappresentanti del District of Columbia in cui si trova la capitale Washington, come previsto dal XXIII emendamento.

L'articolo 2 della costituzione americana prevede per le assemblee legislative statali la possibilità di disciplinare le modalità di selezione dei grandi elettori. Ad oggi, però, è generale e riconosciuta consuetudine vedere questa facoltà interamente demandata ai partiti politi. Sono i comitati centrali del partito che selezionano i potenziali grandi elettori sulla base del loro servizio e della loro dedizione allo schieramento politico ma, soprattutto, candidando leader di partiti statali o funzionari pubblici che hanno una affiliazione personale con il candidato presidenziale.

E' l'articolo 1 a prevedere, invece, i requisiti per ricoprire la carica di elettore che si differenziano in base al collocamento o meno in una delle due camere del Congresso.

La sezione 2 della norma specifica quelli per la Camera dei Rappresentanti:

1) Età superiore ai 25 anni;

2) Essere cittadino americano da almeno 7 anni;

3) Risiedere, al momento delle elezioni, nello Stato in cui viene eletto.

"No Person shall be a Representative who shall not have attained to the Age of twenty fi ve Years, and been seven Years a Citizen of the United States, and who shall not, when elected, be an Inhabitant of that State in which he shall be chosen."[6]

La sezione 3 si occupa, invece, di specificare quelli per il Senato:

1) Età superiore ai 30 anni;

2) Essere cittadino americano da almeno 9 anni;

3) Risiedere, al momento delle elezioni, nello Stato in cui viene eletto.

"No Person shall be a Senator who shall not have attained to the Age of thirty Years, and been nine Years a Citizen of the United States, and who shall not, when elected, be an Inhabitant of that State for which he shall be chosen."[7]

Requisito negativo per questo tipo di elettorato passivo è racchiuso nel comma 1 dell'articolo 2 che stabilisce:

"…but no Senator or Representative, or Person holding an Office of Trust or Profit under the United States, shall be appointed an Elector…"[8]

Altra situazione è quella prevista dalla seconda sezione del XIV emendamento:

"No person shall be a Senator or Representative in Congress, or elector of President and Vice President, or hold any office, civil or military, under the United States, or under any state, who, having previously taken an oath, as a member of Congress, or as an officer of the United States, or as a member of any state legislature, or as an executive or judicial officer of any state, to support the Constitution of the United States, shall have engaged in insurrection or rebellion against the same, or given aid or comfort to the enemies thereof. But Congress may by a vote of two-thirds of each House, remove such disability."[9]

Solo chi rispetta questi requisiti potrà aspirare ad essere inserito, dalla segreteria del partito di appartenenza, all'interno della lista dei grandi elettori che, una volta eletti, saranno poi essenziali per la nomina di Mr. President.[10]

Il diritto di voto in America

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Negli Stati Uniti d'America il diritto di voto compete ai cittadini di qualsiasi stato e del District of Columbia che rispettano i seguenti requisiti:

1) Età superiore ai 18 anni;

2) Iscrizione al registro elettorale.

Mentre il primo requisito può essere facilmente raggiunto con l'intercorrere del tempo, per il secondo vi è una procedura da seguire. Per iscriversi al registro elettorale del proprio seggio di residenza, i cittadini devono registrarsi come elettori recandosi, di regola, presso gli uffici statali dove si gestiscono le pratiche relative al rilascio o al rinnovo della patente di guida.[11]

Altre modalità sono rappresentate dall'iscrizione per corrispondenza, via web attraverso i siti governativi oppure all'atto della cerimonia di naturalizzazione con cui si diventa cittadini americani. Il procedimento è a discrezione della particolare legge dello stato federale in cui il cittadino è residente: tanto è vero che, in alcuni territori, all'atto di registrazione occorre anche specificare la propria affiliazione politica al partito democratico o a quello repubblicano ovvero la propria visione politica "indipendente".[12]

Il diritto di voto può decadere in ordine a due motivi:

1) Condanna penale con la pena accessoria dell'interdizione all'elettorato attivo;

2) Grave infermità mentale.

All'odierno suffragio universale per i cittadini di 18 anni si è arrivati con un lungo percorso storico, segnato da fondamentali avvenimenti. Nel 1890, la battaglia politica della National American Woman Suffrage Association (NAWSA) portò al riconoscimento del diritto di voto alle donne con l'approvazione, nel giugno del 1919, del XIX emendamento che previde quanto segue:

"The right of citizens of the United States to vote shall not be denied or abridged by the United States or by any State on account of sex. Congress shall have power to enforce this article by appropriate legislation."[13]

Il Congresso ratificò questa modifica il 18 agosto del 1920, giorno che sancì l'ingresso delle donne nell'elettorato attivo americano.

L'età minima per accedere al diritto di voto non è stata sempre di diciotto anni. In origine era di ventuno e solo nel 1971, in seguito alle manifestazioni del movimento studentesco contro la guerra in Vietnam, ci fu la ratifica del XXVI emendamento che stabilì:

"The right of citizens of the United States, who are eighteen years of age or older, to vote shall not be denied or abridged by the United States or by any State on account of age."[14]

Ad oggi, negli Stati Uniti d'America risiedono oltre 325 milioni di persone. Di queste, 220 milioni sono cittadini maggiorenni, di cui circa 12 milioni appartengono alla popolazione carceraria oppure hanno l'interdizione dall'elettorato attivo. Non tutti i maggiorenni sono, però, iscritti al registro elettorale ed ecco che, attualmente, gli elettori sono all'incirca 156 milioni.[15]

[1] The Constitution of the United States of America, art. 2, sect. 1, consultato su www.senate.gov in data 14.01.2021 alle ore 08:35.

[2] The Constitution of the United States of America, XIV amend., consultato su www.senate.gov in data 14.01.2021 alle ore 08:50.

[3] The Constitution of the United States of America, XXII amend., consultato su www.senate.gov in data 14.01.2021 alle ore 09:35.

[4] The Constitution of the United States of America, art. 1, sect. 3, consultato su www.senate.gov in data 14.01.2021 alle ore 09:55.

[5] Requirements for the President of the United States, consultato su www.loc.gov in data 14.01.2021 alle ore 10:15.

[6] The Constitution of the United States of America, art. 1, sect. 2, consultato su www.senate.gov in data 14.01.2021 alle ore 10:24.

[7] The Constitution of the United States of America, art. 1, sect. 3, consultato su www.senate.gov in data 14.01.2021 alle ore 10:26.

[8] The Constitution of the United States of America, art. 2, sect. 1, consultato su www.senate.gov in data 14.01.2021 alle ore 10:35.

[9] The Constitution of the United States of America, XIV amend., consultato su www.senate.gov in data 14.01.2021 alle ore 11:20.

[11] R. Alcaro, Le elezioni negli Stati Uniti, Istituto Affari Internazionali Papers, p. 4, Roma, ottobre 2020.

[12] L. Piccoli, Breve storia di chi ha perso il voto negli USA, consultato su www.unimondo.org in data 14.01.2021 alle ore 11:25.

[13] The Constitution of the United States of America, XIX amend., consultato su www.senate.gov in data 14.01.2021 alle ore 11:50.

[14] The Constitution of the United States of America, XXVI amend., consultato su www.senate.gov in data 14.01.2021 alle ore 11:55.

[15] F. Rampini, In quanti votano per il Presidente Usa?, articolo pubblicato su La Repubblica in data 05.11.2016.

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Foto: 123rf.com
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