Per la Corte di cassazione, la complicanza che si verifica durante un intervento medico di routine non è riconducibile all'art. 2236 c.c.
medico con mani in testa per senso di colpa e stetoscopio

Il problema tecnico di speciale difficoltà

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L'articolo 2236 del codice civile stabilisce che la responsabilità del professionista va limitata alle sole ipotesi di dolo o colpa grave in tutti i casi in cui la stessa sia derivata dalla necessità di affrontare un problema tecnico di speciale difficoltà.

Sulla portata di tale nozione è recentemente intervenuta la Corte di cassazione che, nell'ordinanza numero 25876/2020 qui sotto allegata, ha stabilito che, in via generale, essa non ricomprende solo la necessità di risolvere problemi insolubili o assolutamente aleatori. Per i giudici, deve ritenersi un problema tecnico di speciale difficoltà anche l'esigenza di affrontare "problemi tecnici nuovi, di speciale complessità, che richiedano un impegno intellettuale superiore alla media o che non siano ancora adeguatamente studiati dalla scienza".

La speciale difficoltà nel campo medico

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Con più particolare riferimento al campo medico, la nozione di speciale difficoltà non può quindi coincidere con la semplice complicanza che si verifichi durante un intervento di natura routinaria, ma affinché possa trovare applicazione l'articolo 2236 del codice civile è necessario che si manifesti un problema tecnico ben più serio, riconducibile alla definizione data dalla Corte e che il medico deve dimostrare.

Una difficoltà interpretativa non basta

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Così, per la Corte di cassazione, non è possibile qualificare come problema tecnico di speciale complessità una semplice difficoltà interpretativa della crisi di un paziente, ovverosia la mera problematicità del quadro sintomatologico: laddove manchino altre circostanze idonee a ricondurla nel campo di applicazione dell'articolo 2236 si tratta, infatti, di una semplice complicanza che, di per sé, non richiede un impegno intellettuale superiore alla media, né può dirsi non ancora adeguatamente studiata dalla scienza.

Scarica pdf ordinanza Cassazione numero 25876/2020
Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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Foto: 123rf.com
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