Ecco come vengono gestite le prestazioni lavorative nell'evolversi della situazione epidemiologica da parte delle PP.AA.
lavoro da casa smart working

di Gabriella Lax - Per gestire la "fase 2" del coronavirus c'è la direttiva 3 del 2020 (in allegato) per la PA, "Modalità di svolgimento della prestazione lavorativa nell'evolversi della situazione epidemiologica da parte delle pubbliche amministrazioni".

P.a. e smart working

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L'attività amministrativa della p.a. non si è mai fermata nel mesi di lockdown, adesso arrivano delle indicazioni specifiche da parte della Funzione pubblica. L'allegato 3 del dpcm del 26 aprile 2020 identifica l'attività svolta dalla amministrazione pubblica tra quelle non sospese. Resta comunque il richiamo all' articolo 87 che definisce il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa. Per quanto riguarda la fase 2 nella Pubblica amministrazione la disciplina normativa applicabile alle pubbliche amministrazioni resta quelle dell'articolo 87, rivista considerate le misure di ripresa della fase due introdotte dallo stesso dpcm del 26 aprile 2020 che, nello specifico, ha ampliato il novero delle attività economiche (Ateco) non più soggette a sospensione.

Fase 2 e attività amministrativa

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La P.A. continuano a garantire l'attività amministrativa e, con questo obiettivo, possono rivedere le attività indifferibili, ampliando il novero di quelle individuate in prima battuta, e quelle da rendere in presenza anche per assicurare il necessario supporto all'immediata ripresa delle attività produttive, industriali e commerciali secondo quanto disposto dal citato DPCM 26 aprile 2020, non solo ma anche dalle future misure normative. Di sicuro le attività che le amministrazioni sono chiamate a garantire possono essere svolte sia nella sede di lavoro (in questi casi, anche solo per alcune giornate, se il dipendente fa parte del contingente minimo posto a presidio dell'ufficio), sia con lavoro in modalità agile. Spetterà alle amministrazioni, nello specifico, valutare se le nuove o maggiori attività possano continuare a essere svolte con le modalità organizzative finora messe in campo ovvero se le stesse debbano essere ripensate a garanzia dei servizi pubblici da assicurare alla collettività.

Fase 2 e P.A.: modalità duttili e flessibili

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Le pubbliche amministrazioni dovranno essere in grado di definire modalità di gestione del personale duttili e flessibili, in modo tale da assicurare che il supporto alla progressiva ripresa delle attività sia adeguato e costante o comunque la ragionevole durata e la veloce conclusione dei procedimenti. Le amministrazioni pubbliche dovranno comunicare, con ogni mezzo idoneo, le modalità di erogazione dei servizi. Questo al fine di garantire la massima e tempestiva informazione dell'utenza.

Scarica pdf direttiva 3/2020
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Foto: 123rf.com
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