E nuovi incentivi auto. Il ministro Patuanelli pensa a potenziare il piano imprese ed al rafforzamento della detrazione fiscale per gli interventi di efficienza energetica
Rappresentazione di un mondo fatto di soldi
di Gabriella Lax - Ecobonus al 100%, Impresa 4.0 su tre anni e nuovi incentivi auto. Queste le idee per la crescita del Paese, rallentata dall'avvento del coronavirus, a cui sta pensando il ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli, come ha raccontato in un lunga intervista al Sole 24 Ore.

Patuanelli, le proposte di misure per l'economia

Già prima dell'avvento dell'epidemia di coronavirus era prevista per il Pil una caduta nell'anno tra l'1 e il 3%. Cifre per le quali i 3,6 miliardi preventivati dal ministero dell'Economia potrebebro non essere sufficienti. Ma, secondo il ministro, dati economici precedenti avevano evidenziato la necessità di intervenire a sostegno dell'economia reale, adesso «con gli effetti del coronavirus si impone uno sforzo ben maggiore e tutte le risorse che stanzieremo in modo diretto o negoziando con la Commissione vanno messe su questa emergenza».

Da qui l'esigenza di nuove misure: necessario, a tal proposito, evitare sovrapposizioni, e puntare sulle misure che già esistono. «Penso ad esempio a Transizione 4.0, il piano che ha aggiornato Impresa 4.0». In questo caso si sta cercando di capire se sia possibile «aumentare le soglie di investimenti incentivabili con il credito di imposta o le percentuali di beneficio fiscale. Inoltre questa crisi può essere l'occasione per stanziare definitivamente le risorse per rendere gli incentivi triennali, dopo che la manovra aveva stabilito un primo impegno su questo punto».

Patuanelli: «Serve potenziare l'ecobonus»

Per il titolare del dicastero sarebbe fondamentale in questo momento potenziare l'ecobonus, i cui effetti positivi si sono già visti, considerato quanto è salito il numero di investimenti nell'edilizia, uno dei principali pilastri produttivi del Paese. La ricetta per la sua rivitalizzazione, secondo Patuanelli è quella di rivitalizzare semplificare «le opere pubbliche - per un verso , per l'altro - si può spingere portando anche al 100% la detrazione per l'efficienza energetica e accompagnandola con lo sconto in fattura». Sempre però con un occhio alle piccola imprese per le quali servono meccanismi di salvaguardia in modo da «garantire che lo sconto in fattura non incida sulla loro liquidità».

"Back reshoring", incentivi per le aziende

Si ripropone inoltre il progetto per il rientro delle aziende che hanno delocalizzato all'estero. Un'idea che potrebbe essere realizzata in molti modi. «Con il "back reshoring"- afferma il ministro nell'intervista - dobbiamo rivolgerci alle aziende che decidono di tornare in Italia, incentivandole ma mettendo dei paletti sul mantenimento dell'investimento. Ma dobbiamo guardare anche a chi vuole investire qui e non l'aveva mai fatto e a chi oggi è ancora in Italia ma prospetta di andare via». La scelta cede dunque sul potenziamento di Transizione 4.0, la riduzione Ires e il taglio del costo del lavoro agendo sugli oneri previdenziali - da concordare però con il dicastero dell'Economia.

Credito d'imposta per le aziende e anticipi bancari

Un ultima parola non poteva mancare i danni creati all'economia e, soprattutto, per i settori più colpiti che, secondo Patuanelli, sono turismo, trasporti e logistica e grande distribuzione. «Quanto allo strumento di indennizzo per le aziende - chiarisce ancora - stiamo collaborando con il Mef. Ci sono danni diretti ed indiretti. Il meccanismo del credito di imposta consente di risarcire ma spalmando su più anni il beneficio. E io credo non sia sufficiente, dovremmo pensare a un sistema per cui chi ha il credito lo possa esigere immediatamente». Sulla possibilità di azionare i meccanismi degli anticipi bancari, infine, «c'è bisogno di una formula in base alla quale chi ha il credito, derivante da un danno, possa trasferirlo magari su macrosoggetti che non hanno bisogno di quella liquidità immediata».

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(08/03/2020 - Gabriella Lax)
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