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PAC: la politica agricola comune

Cos'è la PAC, come è strutturata, quali sono i settori e gli obiettivi della Politica Agricola Comune, recentemente oggetto di riforma da parte dell'Unione Europea
campagna agricoltura
di Lucia Izzo - La Politica Agricola Comune (PAC) identifica l'insieme delle regole e dei meccanismi con cui l'Unione europea, fin dalla sua nascita, ha regolamentato il comparto agricolo la cui centralità è stata riconosciuta sin dagli albori del fenomeno comunitario per uno sviluppo equo e stabile dei Paesi membri. Ed è per questo che, ancora oggi, la PAC rappresenta una delle politiche comunitarie di maggiore importanza: prevista dal Trattato istitutivo delle Comunità, la PAC impiega circa il 39% del bilancio UE.

Vediamo, dunque, cos'è e come funziona la Politica Agricola Comune (PAC):
  1. Cos'è la PAC
  2. Gli obiettivi della PAC
  3. Politica agricola comune: i settori
  4. La riforma della PAC

Cos'è la PAC

Sin dall'istituzione del mercato comune, con il trattato di Roma del 1958, l'agricoltura si è imposta come una tematica essenziale in quanto l'Europa si trovava a fronteggiare la carenza alimentare successiva alla seconda guerra mondiale: la priorità fondamentale era quindi quella di assicurare un approvvigionamento sicuro (e a prezzi ragionevoli) di derrate alimentari e un tenore di vita equo per gli agricoltori.
All'epoca, pertanto, occorreva sopprimere i meccanismi d'intervento nazionali, incompatibili con il mercato comune, e trasporli al livello comunitario ed è stata questa la ragione fondamentale della nascita della PAC, avvenuta nel 1962.
La PAC è una politica dinamica, che attraverso riforme successive, si è adattata alle nuove sfide che si pongono all'agricoltura europea. L'UE ha creato ed attuato la PAC per far fronte a nuove sfide. Oggi, infatti, rispetto al passato, gli obiettivi della PAC sono sicuramente mutati.
Si punta, ad esempio, ad aiutare gli agricoltori nella produzione di quantità di cibo sufficienti per l'Europa e ad assicurare loro un tenore di vita quo, proteggendoli dalle crisi di mercato e dagli squilibri all'interno della filiera alimentare, affrontando le fluttuazioni dei mercati globali e la volatilità dei prezzi, dalle crisi di mercato e dagli squilibri all'interno della filiera alimentare.
Si mira anche a fornire sicurezza alimentare a tutti i cittadini europei, garantendo cibi sicuri e di qualità a prezzi accessibili, si investe nell'ammodernamento delle fattorie, nella tutela dell'ambiente, del benessere degli animali e della biodiversità, a mitigare i cambiamenti climatici, attraverso uno sfruttamento sostenibile delle risorse ambientali.

Gli obiettivi della PAC

Gli obiettivi della PAC, stabiliti dall'art. 39 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea sono i seguenti:

- incrementare la produttività dell'agricoltura;
- assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola;
- stabilizzare i mercati;
- garantire la sicurezza degli approvvigionamenti;
- assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori.

Tali obiettivi, rimasti pressoché inalterati sin dalla trattato di Roma, sono al tempo stesso economici e sociali, nonché intesi a tutelare sia gli interessi sia dei produttori che dei consumatori.
Giurisprudenza consolidata ritiene che gli obiettivi della PAC possano non essere raggiunti tutti simultaneamente e integralmente; pertanto, il legislatore dell'UE ha un ampio margine di manovra nella scelta degli strumenti e della portata delle riforme, in funzione dell'evoluzione dei mercati e delle priorità stabilite dalle istituzioni europee in un dato momento.
Accanto agli obiettivi specifici della PAC stabiliti dal TFUE, inoltre, altri obiettivi applicabili all'insieme delle politiche e delle azioni dell'UE si ricavano da altre numerose disposizioni del trattato.

Politica agricola comune: i settori

La Politica Agricola Comune può essere divisa in tre diversi settori, ovvero: sostegno diretto; misure di mercato; sviluppo rurale. Se, da un lato, gli Stati membri sono responsabili della gestione quotidiana della PAC, è la la Corte dei conti europea a controllare le spese.

Sostegno diretto

I pagamenti diretti sono quei pagamenti che vengono effettuati direttamente agli agricoltori allo scopo di fornire loro una rete di sicurezza. La PAC garantisce ai cittadini dell'UE un'offerta affidabile e abbondante di alimenti di qualità nonché un ambiente salutare e paesaggi eccezionali.
Tramite il sostegno diretto, quindi, si garantisce sostegno al reddito degli agricoltori quando questi coltivano i propri terreni agricoli nel rispetto delle norme in materia di sicurezza alimentare, ambientale e di benessere degli animali. Se gli agricoltori non soddisfano alcuni requisiti in materia di salute pubblica, animale e vegetale, ambiente e benessere degli animali,riceveranno un sostegno inferiore o non ricevere alcun sostegno.
Inoltre, grazie al sostegno diretto, gli Stati membri dell'UE sono in grado di mantenere attività agricole adatte alla loro situazione climatica o geografica, mentre i produttori sono in grado di reagire ai segnali del mercato in modo da produrre i beni richiesti dai consumatori, consentendo di massimizzare i loro profitti.

Misure di mercato

Sempre nel primo pilastro della PAC rientrano le misure di mercato volte a controbilanciare gli effetti dell'elevata volatilità dei prezzi sui mercati agricoli nell'UE attraverso una serie di norme ad hoc. Le misure di mercato vengono attuate da una Organizzazione comune dei mercati (OCM) dei prodotti agricoli.
Nonostante il contesto economico sia destinato a rimanere incerto e imprevedibile, le norme e le regole, valide in tutta l'Unione, consentono di intervenire in materia di importazioni ed esportazioni dei beni agricoli intra Ue ed extra Ue da parte dei singoli paesi membri e affrontare i problemi derivanti dalla concorrenza mondiale, dalle crisi economiche e finanziarie, dai cambiamenti climatici, dai costi volatili di fattori produttivi.
Tali interventi vengono realizzati dal Fondo Europeo Agricolo di Garanzia, erede del Feoga.

Sviluppo rurale

Le zone prevalentemente rurali rappresentano la metà dell'Europa e sono abitate da circa il 20% della popolazione dell'UE; inoltre, la maggior parte di tali aree rientrano nelle regioni meno favorite dell'UE con un PIL pro capite notevolmente inferiore alla media europea.
Il secondo pilastro della PAC è cofinanziato dagli Stati membri che sostengono i propri agricoltori anche con altre misure finanziate grazie ai loro bilanci nazionali, in particolare, la sicurezza sociale per gli agricoltori.
Le misure dell'UE in materia di sviluppo rurale contribuiscono all'ammodernamento delle aziende agricole, pur incoraggiando la diversificazione delle attività nelle zone rurali, alla promozione della diffusione delle tecnologie e dell'innovazione, e a rilanciare le zone rurale, ad esempio investendo nella connettività e nei servizi di base.
Si punta, altresì, a migliorare la competitività del settore agricolo e la vitalità delle comunità rurali, ad assicurare il ricambio generazionale nel settore agricolo, a tutelare l'ambiente e a mitigare i cambiamenti climatici.
Il FEASR assicura la realizzazione di questi obiettivi, assieme al FESR e al Fondo Sociale Europeo (FES)

La riforma della PAC

Il 12 ottobre 2011 la Commissione europea ha adottato una serie di proposte legislative per la riforma della PAC valida per il periodo 2014-2020, a seguito di un lungo e faticoso negoziato, svolto per la prima volta secondo la procedura legislativa ordinaria introdotta con il Trattato di Lisbona (art. 294 del TFUE), che ha coinvolto Parlamento europeo, Consiglio e Commissione.
Lo scorso 1° giugno, invece, la Commissione europea ha presentato le proposte legislative per la riforma della Politica Agricola Comune valida per il periodo 2021-2027, con un budget che si prospetta di 365 miliardi di euro.


La riforma mira al supporto degli agricoltori, beneficiari degli aiuti, da realizzare tramite finanziamenti in servizi di consulenza aziendali per incentivare la digitalizzazione, la ricerca e l'innovazione. La nuova PAC, inoltre, apre le porte alle consulenze aziendali: saranno finanziabili dall'UE le consulenze rese da esperti informatici e di gestione aziendale, agronomi, dottori commercialisti e ingegneri.
Tra le priorità principali post 2020, inoltre, sono individuate anche maggiori azioni in materia di ambiente e di azione per il clima, un sostegno più mirato e un maggiore ricorso al nesso ricerca-innovazione-consulenza.
La PAC dovrà continuare ad assicurare una produzione alimentare efficiente e un approvvigionamento alimentare stabile, tenendo conto nel contempo della sicurezza degli alimenti, dell'economia rurale, del benessere degli animali e delle problematiche sociali e ambientali.

Gli obiettivi della riforma della PAC

Nel dettaglio, sono nove gli obiettivi tematici elaborati per la PAC post 2020:

- sostegno ai redditi agricoli, alla resilienza del settore e alla sicurezza alimentare;
- orientamento al mercato e competitività, mediante investimenti in ricerca, tecnologia e digitalizzazione,
- rafforzamento della posizione degli agricoltori nella catena del valore,
- contributo al contrasto dei cambiamenti climatici e alla transizione energetica,
- sviluppo sostenibile e gestione efficiente delle risorse naturali,
- contributo alla protezione della biodiversità, degli habitat e dei paesaggi,
- attrazione di giovani agricoltori e sostegno all'attività imprenditoriale nelle aree rurali,
- promozione dell'occupazione, della crescita, dell'inclusione sociale e dello sviluppo locale,
- contributo dell'agricoltura alle sfide sociali collegate ad alimentazione, salute e benessere animale.
(28/11/2018 - Lucia Izzo)

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