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Revoca divieto detenzione armi: la procedura

La procedura per chiedere e cercare di ottenere la revoca del divieto detenzione armi, illustrata con sette brevi passaggi e un consiglio finale
proiettile che centra bersaglio

Avv. Francesco Pandolfi - Per qualche motivo il Prefetto arriva ad adottare il divieto di detenere armi, munizioni, esplosivi di qualsiasi genere.

Classica situazione complicata: in queste circostanze può essere utile sapere cosa fare per cercare di rimuovere il divieto, magari sapendo in anticipo cosa dice l'amministrazione nel caso decida di accogliere l'istanza di revoca (alla preparazione della quale uno intende dedicarsi con meticolosa cura, proprio per non lasciare nulla al caso).
  1. La premessa del divieto
  2. L'istanza di revoca
  3. Il parere dei Carabinieri
  4. Le constatazioni del Prefetto
  5. Rientrare in possesso di armi
  6. Accoglimento dell'istanza di revoca

  7. Il consiglio pratico

La premessa del divieto

Certamente il Prefetto arriva a tanto, cioè a vietare la detenzione di armi e munizioni per qualche ragione specifica per esempio perchè, focalizzandosi sull'art. 39 t.u.l.p.s., adotta la propria facoltà di vietare ritenendo quella persona capace di abusi rispetto alle armi.

L'istanza di revoca

A questo punto all'interessato, messo di fronte al provvedimento non resta che approntare una bella istanza di revoca del divieto, spiegando che sono venuti meno i presupposti che a suo tempo hanno giustificato il decreto negativo (ad esempio perchè il processo penale sottostante è stato brillantemente risolto con un'assoluzione).

Il parere dei Carabinieri

Depositata l'istanza di revoca del divieto, l'autorità chiede informazioni ai Carabinieri.
Se risulta che la persona interessata si è sempre ben comportata senza mai incorrere in rimarchi di sorta, in una parola se viene dimostrata la buona condotta, il parere è favorevole.

Le constatazioni del Prefetto

L'Autorità che decide sull'istanza, visto l'aggiornamento positivo della situazione che in precedenza aveva giustificato il decreto adottato in via cautelare, afferma che le contestazioni originarie non risultano più attuali e che, allo stato, è necessario rivedere favorevolmente il tutto.

Rientrare in possesso di armi

La convergenza favorevole di tutti gli approfondimenti sopra descritti conduce verso l'eliminazione delle esigenze di tutela, anche in via cautelare, dell'ordine e sicurezza, sulle quali è stata fondata l'emanazione del primo provvedimento.
In pratica, in assenza di indicatori di rischio effettivo di abuso, non ci sono più motivi che impediscono di riprendere il possesso d'armi.

Accoglimento dell'istanza di revoca

Il Prefetto, a conclusione del complesso procedimento amministrativo sinteticamente illustrato, ritiene dunque che ricorrono i presupposti per procedere alla revoca del provvedimento cautelare emesso, accogliendo l'istanza di revoca.
Solitamente la decisione finale suona più o meno così: "il provvedimento prefettizio richiamato è revocato con effetto immediato, per cui l'interessato può rentrare in possesso delle armi".


Il consiglio pratico

Si può preparare l'istanza in due modi: da soli o con l'aiuto dell'avvocato.
Tutto dipende dal reale interesse che la persona nutre rispetto all'esigenza di rimuovere il divieto del Prefetto; se le ragioni di quella persona sono valide e dunque l'interesse è forte, il consiglio è di farsi seguire da un legale esperto in diritto amministrativo delle armi.
Questo perché, al di là dell'esito positivo o negativo della richiesta, l'assistito avrà la certezza di non lasciare nulla al caso e di presentarsi al cospetto dell'Autorità con argomenti seri.


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Si occupa principalmente di Diritto Militare in ambito amministrativo, penale, civile e disciplinare ed � autore di numerose pubblicazioni in materia.
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(04/08/2018 - Avv.Francesco Pandolfi) Foto: 123rf.com
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