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Avvocati messi al muro dalle nuove tecnologie

Gli avvocati non spariranno, ma servirà semplificare le regole e mettere in campo tutti gli adeguamenti tecnologici necessari
orizzonte futuro sunset

di Gabriella Lax - Quella degli avvocati è una professione ormai superata? Potrebbe essere così a sentire Richard Susskind, l'autore più citato al mondo per il futuro dei servizi legali. Susskind sarà uno dei carismatici ospiti (ci saranno anche Tara Gandhi, Kathleen Kennedy, Emma Marcegaglia, Manuela Di Centa, per intenderci) della giornata di dibattito e convegni organizzata da Asla (Associazione degli studi legali associati) per il prossimo 18 maggio a Milano. "Diritto al futuro" è il titolo dell'iniziativa, per nulla autoreferenziale, con le questioni che riguardano il mercato dei servizi legali, scienza, tecnologia, cultura, arte, spettacolo e sport. Un contesto inedito per l'avvocatura che punta a ridefinire se stessa grazie anche alle preziose conquiste ottenute in altri contesti.

La professione di avvocato ridimensionata dalla tecnologia

Il convegno dell'Asla punta ad un confronto sui grandi temi dell'innovazione, sulla professione del domani e non solo. Ma le parole di Susskind, intervistato dal sole 24 Ore, lasciano intravedere ombre nere in caduta libera sulle professioni legali. Come testimonia nei suoi scritti l'autore, il credit crunch (cioè la restrizione dell'offerta di credito da parte degli intermediari finanziari nei confronti della clientela) ha contribuito alla necessità di diminuire spese e costi negli studi legali. A ciò si aggiunga, negli ultimissimi anni, da un lato, «l'emergere di reti di servizi professionali e start up di servizi legali in grado di offrire una consulenza low cost e, dall'altro, l'affermazione della tecnologia e dell'intelligenza artificiale».

La professione non scomparirà, ma ne uscirà seriamente ridimensionata. Con la tecnologia «destinata a diventare sempre più centrale nella vita degli studi legali e l'avvocato del futuro subirà una contaminazione con altre figure professionali».

Inoltre, il nostro Paese, nel confronto con gli altri stati rispetto alla formazione professionale ed alle tecnologie, è indietro.

A proposito di tecnologia entrata prepotentemente in tutti i settori Susskind ha buone parole da spendere per l'avvento, dal 2014 anche in Italia, del nuovo processo telematico, un processo dalle «enormi potenzialità anche in termini di costi» coi tribunali online in grado di «smaltire più velocemente le cause civili». Di sicuro «ci vorrà tempo perché occorrerà semplificare le regole e mettere in campo tutti gli adeguamenti tecnologici necessari».

(07/05/2018 - Gabriella Lax)

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