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Il giudicato implicito

il concetto di giudicato implicito, introdotto dalla giurisprudenza, ha creato sconcerto nella dottrina, imponendo qualche precisazione concettuale
mano che tiene una bilancia su un mappamondo

di Angelo Casella - Frutto della elaborazione giurisprudenziale, il giudicato implicito non sembra aver ricevuto dalla dottrina un chiaro inquadramento concettuale, certamente anche perché viene a complicare ulteriormente la già aggrovigliata problematica dei limiti del giudicato.

Una breve analisi, per quanto possibile semplice, può quindi favorire un opportuno chiarimento della questione.

I confini del giudicato

Proviamo a individuare con esattezza quelli che possono definirsi i confini del giudicato.

Innanzitutto, il primo criterio da utilizzare è l'esatta identificazione dei limiti della domanda giudiziale proposta, facendone emergere gli elementi costitutivi: causa petendi, petitum e parti in causa.

Secondariamente, occorre richiamare i requisiti di base che consentono di utilizzare il concetto di giudicato, e cioè non solo che il giudice si sia pronunciato sul punto, ma che tale pronuncia sia stata esplicitamente richiesta da una delle parti, potendo il giudice pronunciarsi solo dietro domanda.

Gli elementi del giudicato implicito

Ciò stabilito, ne segue che il giudicato implicito, è formato da quegli elementi che necessariamente precorrono, sul piano logico, la conclusione decisionale del quesito sottoposto al magistrato.

Il punto essenziale è comunque che tali elementi rientrino nell'ambito dell'attività di accertamento svolta dal magistrato medesimo. Questi dati "pregiudiziali" rientrano però nel giudicato solo se il gudice, nel suo percorso logico, deve necessariamente prenderli in considerazione per poter pervenire alla decisione sulla domanda sottopostagli. Occorre dunque uno specifico accertamento su di essi, ma sempreché – naturalmente – tale ricognizione sia sostenuta dalla effettiva sussistenza di una insuperabile esigenza logica che li renda elementi essenziali per la corretta concatenazione argomentativa.

Infatti, potrebbe verificarsi il caso di una "esondazione" ingiustificata, che non produrrebbe giudicato.

Un caso pratico

Un caso pratico può meglio illuminare la problematica. La pronuncia del magistrato in ordine al richiesto pagamento di canoni di affitto, pur presupponendo la validità del sottostante contratto, non costituisce giudicato sul punto. Pertanto, in altra sede, sarà eventualmente possibile chiedere la nullità di questo.

Se invece, nel corso dello stesso procedimento, viene formalmente eccepita l'invalidità del contratto, la decisione in merito del Magistrato costituisce giudicato ad ogni effetto.

(22/03/2018 - Angelo Casella) Foto: 123rf.com
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