Sei in: Home » Articoli
 » scuola

Avvocati (e professionisti): come farsi pagare prima dagli enti

La procedura di certificazione dei crediti è uno strumento utile per favorire lo smobilizzo dei crediti vantati nei confronti delle PP.AA.
una clessidra fatta di monete

di Valeria Zeppilli - Recuperare bonariamente i crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione, purtroppo, non sempre è un'operazione semplice per i professionisti e le imprese che, però, da qualche tempo hanno un importante strumento a disposizione per tentare di favorire lo smobilizzo delle somme loro spettanti: la certificazione dei crediti.

Cos'è la certificazione dei crediti

Si tratta, in sostanza, di un processo gratuito che prevede l'obbligo per le PP.AA., previa istanza del creditore, di certificare i cosiddetti crediti commerciali, ovverosia quelli relativi a somme dovute per prestazioni professionali, ma anche per somministrazioni, forniture e appalti.

PP.AA. debitrici

L'istanza di certificazione può essere presentata, nel dettaglio, nei confronti delle seguenti pubbliche amministrazioni:

  • amministrazioni statali, centrali e periferiche;
  • Regioni e Province autonome;
  • enti locali, ad eccezione di quelli commissariati in ragione di episodi di infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso;
  • enti del SSN, ad eccezione di quelli delle Regioni sottoposte a piano di rientro dai disavanzi sanitari che hanno in atto operazioni ricognitive del debito;
  • enti pubblici nazionali;
  • camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni;
  • altre amministrazioni contemplate dall'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo numero 165/2001.

Chi può presentare l'istanza

Legittimato a presentare l'istanza, invece, è chiunque vanti un credito nei confronti della pubblica amministrazione che sia certo, liquido ed esigibile, oltre che non prescritto.

L'utilizzo della certificazione del credito da parte del creditore originario può comportare il subentro nella procedura anche delle banche e degli intermediari finanziari abilitati in caso di cessione pro solvendo o pro soluto e dell'agente della riscossione in caso di compensazione del credito certificato con somme iscritte a ruolo.

Come utilizzare la certificazione

Infatti, una volta ottenuta la certificazione, gli avvocati e gli altri creditori hanno diverse opzioni.

Innanzitutto, possono decidere di attendere il pagamento da parte della pubblica amministrazione, la quale vi deve provvedere entro la data indicata nella certificazione stessa.

In alternativa, se intendono acquisire liquidità immediata, possono decidere di cedere anche parzialmente il credito o chiedere un'anticipazione a valere sullo stesso presso una banca o un intermediario abilitato.

Se, poi, hanno debiti verso l'erario, possono chiedere la compensazione del credito certificato, anche solo parziale, all'agente della riscossione.

Come chiedere la certificazione dei crediti

Operativamente, per chiedere la certificazione dei crediti commerciali è necessario accedere all'apposita piattaforma del Ministero dell'economia e delle finanze, dopo essersi accreditati comunicando i propri dati personali e il proprio indirizzo di posta elettronica certificata.

A tal proposito, si segnala che se il creditore è un avvocato o comunque una persona fisica, il processo di accreditamento presso la piattaforma prevede anche un riconoscimento da fare recandosi presso la pubblica amministrazione debitrice o presso la ragioneria territoriale dello Stato competente.

Il MEF, in ogni caso, ha predisposto un'utile guida (qui sotto allegata) con tutte le indicazioni che devono conoscere coloro che intendono fare ricorso alla procedura di certificazione dei crediti per tentare di recuperare più velocemente le somme vantate nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

Guida MEF alla certificazione dei crediti
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed � dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche � Diritto del lavoro presso l'Universit� 'G. D'Annunzio' di Chieti � Pescara
(07/03/2018 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com

In evidenza oggi:
» Cassazione: bigenitorialità non vuol dire tempi uguali coi figli
» L'avvocato diventa sempre più "fashion"
» Addio a WhatsApp e Telegram, arriva Dostupno
» Sesso in macchina: cosa si rischia oggi?
» L'avvocato diventa sempre pi "fashion"
Newsletter f g+ t in Rss