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Thc o principio attivo della marijuana: quanto perdura nell'organismo?

La persistenza del principio attivo della marijuana nell'organismo; inalazione, controllo ematico e analisi tricologica
uomo che fuma marijuana

Avv. Francesca Servadei - Il THC, detto anche tetraidrocannabinolo, è il più noto tra i principi attivi della cannabis e tale principio permane per un determinato lasso di tempo nell'organismo a seconda che esso sia inalato ovvero ingerito.

Pertanto se a seguito di un incidente stradale il soggetto agente risulta positivo a tale valore, è necessario stabilire prima di tutto se l'inalazione ovvero l'assunzione è avvenuta contestualmente o precedentemente al fatto che lo ha portato ad arrecare un incidente stradale. Ne consegue che, affinchè si contesti l'ipotesi di cui all'articolo 187 del Codice della Strada è opportuno accertare quando è avvenuta l'inalazione o l'assunzione.

Thc: gli effetti

Prima di tutto occorre premettere che la THC o delta tetraidrocannabinolo si rintraccia soprattutto nella marijuana, responsabile non solo degli effetti euforizzanti, ma anche alterazione della percezione del tempo, difficoltà di concentramento, stato di rilassamento psico-fisico, stato confusionale, sonnolenza, cambiamenti d'umore, aumento dell'appetito e alterazioni delle performance mnemoniche.

Nel caso in cui la sostanza venga inalata i suoi effetti cominciano ad apparire dopo pochi secondi, mentre nel caso in cui essa venga ingerita gli effetti si percepiscono dopo circa 30 / 120 minuti.

Thc: quanto tempo rimane nel corpo?

Un interrogativo assai importante, soprattutto ai fini di un sinistro stradale a seguito del quale vengano effettuati accertamenti ematici, è il seguente: quanto tempo rimane il principio nel corpo?

A tale domanda, non si riesce a dare una risposta precisa in quanto deve essere valutato caso per caso, soprattutto varia da consumatore occasionale e/o consumatore abituale, comunque l'assunzione di tale sostanza rimane non per lungo periodo.

Per quanto invece riguarda l'analisi tricologica essa può dar risultati ancor più incerti in quanto la permanenza della sostanza può perdurare anche molti mesi, mentre dalle analisi delle urine la presenza del principio permane per circa tre mesi, tenendo sempre in considerazione se il soggetto sia consumatore occasionale ovvero abituale.

Inoltre è d'obbligo precisare che a differenza del test alcolemico effettuato dalle forze dell'ordine, esso prevede un limite oltre il quale per il soggetto si procede in sede penale (0,5 grammi/litro) al di sopra del quale non è possibile mettersi alla guida, valore che non deve superare lo 0 grammi/litro per i neo-patentati(fino a tre anni dal conseguimento della patente), mentre la legge non prevede un valore sopra o al di sotto del quale il THC è consentito, ravvedendo un responso positivo o negativo.

In definitiva, il principio della marijuana nel sangue per consumatori occasionali è rilevabile entro le 24-30 ore dopo l'ultimo consumo, mentre per i consumatori abituali le tracce sono rilevabili dai 5 fino ai 13 giorni dall'ultima assunzione.

AVV. FRANCESCA SERVADEI

STUDIO LEGALE SERVADEI

LARIANO (ROMA)

Mobile: 3496052621

E.mail: francesca.servadei@libero.it

(14/12/2017 - Avv.Francesca Servadei) Foto: 123rf.com

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