Il bullismo indica una forma di sopraffazione da parte di una persona che usa la propria forza o potere per intimorire o danneggiare una persona più debole
Avv. Luisa Camboni -
Bambino triste

Bullismo: cos'è e definizione

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Il bullismo si sostanzia in comportamenti aggressivi consistenti in atti di intimidazione, sopraffazione, oppressione fisica o psicologica commessi da un soggetto forte - bullo - nei confronti del soggetto debole - vittima - in modo intenzionale e ripetuto nel tempo.

Tale fenomeno scaturisce dalla scarsa tolleranza per la diversità: appartenenza etnica, scelte di vita, caratteristiche fisiche, orientamento sessuale...

Le tipologie di bullismo

Si hanno diverse tipologie di bullismo:

  • bullismo fisico
  • bullismo verbale
  • bullismo relazionale
  • cyberbullismo

Bullismo fisico

Il bullismo fisico è la forma più visibile e si manifesta tra i maschi già nella scuola primaria. I suoi "segni" possono essere facilmente scoperti dai genitori e dagli insegnanti. In questo caso un intervento tempestivo può limitare i danni alla vittima.
Tale forma di bullismo può essere suddivisa in tre sottocategorie:
  • atti di aggressione consistenti, per esempio, in calci, pugni, schiaffi…;
  • danneggiamento della proprietà altrui: si pensi ad esempio al distruggere lo zaino del compagno, bruciare i suoi libri, etc.
  • furto o rapina: per esempio il bullo blocca la vittima e gli sottrae il denaro per la merenda.

Bullismo verbale

Il bullismo verbale consiste nell'uso di minacce, provocazioni e insulti con l'obiettivo di umiliare la vittima. Questa forma di bullismo si manifesta maggiormente nella scuola media in quanto richiede l'uso di mezzi verbali più avanzati.

Bullismo femminile

Il bullismo femminile è quello che, più correttamente, andrebbe denominato bullismo relazionale. Il suo fine è quello di allontanare la vittima dal gruppo dei coetanei mediante l'uso di modalità diffamatorie con l'obiettivo di distruggere i rapporti amicali.

Cyberbullismo

Il cyberbullismo, infine, è l'attacco ripetuto nei confronti della vittima, realizzato attraverso strumenti tecnologici, primi tra tutti i social network, ove i soggetti più deboli vengono presi di mira virtualmente e colpiti pubblicamente.

Per approfondimenti vai alla guida Il Cyberbullismo

Episodi di bullismo

Come emerge da quanto appena visto, gli atti di bullismo possono essere di diversa natura. Non ci sono infatti delle caratteristiche tipiche degli episodi di bullismo, che possono essere, pertanto, fisici, verbali, diretti, indiretti e così via.

In ogni caso, vi sono alcuni elementi costitutivi del bullismo, che non possono mancare affinché un fenomeno possa essere considerato rientrante in tale categoria. Si tratta, in particolare, dei seguenti:

  • continuità;
  • ripetitività;
  • differenza di forze.

Il bullo e la vittima di bullismo

I protagonisti principali del fenomeno del bullismo sono due:

  • il bullo, che è il soggetto forte, che commette le violenze e tutti gli atti tipici del fenomeno in analisi;
  • la vittima, che è il soggetto debole, che subisce i comportamenti del bullo senza riuscire a difendersi.

Attorno a queste due figure si muovono spesso altri soggetti:

  • l'esterno, colui che rimane indifferente agli avvenimenti sino al punto di ignorare quanto lo circonda;
  • il difensore, colui che difende la vittima al fine di far cessare i comportamenti aggressivi;
  • il sostenitore, colui che incoraggia il bullo e mortifica la vittima oppure colui che assiste passivamente alla scena;
  • l'aiutante o assistente, è colui che blocca la vittima fisicamente ponendola a disposizione del bullo.

La legge sul bullismo

Nel nostro ordinamento giuridico ancora oggi non esiste nessuna generale che regola e sanziona in maniera organica le fattispecie di bullismo.

Tuttavia, il dibattito parlamentare sull'argomento è molto vivo e a breve dovrebbe essere emanata una legge anti-bulli, con scopi sia preventivi che repressivi, che ha avuto il via libera dalla Camera dei deputati a gennaio 2020 e che ora si trova all'esame del Senato (leggi Legge sul bullismo: cosa prevede).

Sarebbe un nuovo importante testo che si affianca al primo provvedimento specifico sul tema, ovverosia la legge 71/2017 sul cyberbullismo.

Va comunque detto che, pur in assenza ad oggi di una legge specifica sul bullismo, le modalità con cui tale fenomeno si sviluppa interessano diversi rami del diritto:

  • diritto penale: perché, come vedremo, gli episodi possono integrare fattispecie di reato;
  • diritto civile: perché il bullo può danneggiare cose o persone ed essere tenuto al risarcimento;
  • diritto minorile.

Bullismo come reato

Il bullismo, che spesso nasce come un gioco, può determinare delle conseguenze molto pesanti per la vittima, incidendo sulla sua psicologia e determinando traumi difficili da superare o, in alcuni casi, l'insorgere di vera e propria depressione.

Nelle ipotesi più gravi di bullismo, il compimento di un atto di tal genere da parte del bullo può determinare il configurarsi di una fattispecie di reato.

Reati contro la persona

Il bullismo, in particolare, può estrinsecarsi in uno dei seguenti reati contro la persona:

  • istigazione al suicidio (art. 580 c.p.);
  • percosse (art. 581 c.p.);
  • lesioni (art. 582 c.p.);
  • rissa (art. 588 c.p.);
  • diffamazione (art. 595 c.p.);
  • violenza sessuale (art. 609 bis c.p.);
  • minaccia (art. 612 c.p.);
  • stalking (art. 612 bis c.p.);
  • interferenze illecite nella vita privata (art. 615 bis c.p.).

Reati contro il patrimonio

Dal bullismo, poi, può derivare anche il compimento di reati contro il patrimonio, ovverosia:

  • furto (art. 624 c.p.);
  • estorsione (art. 629 c.p.);
  • danneggiamento (art. 635 c.p.).

Altre ipotesi di reato

Infine, ulteriori fattispecie di reato che possono essere integrate dal compimento di atti di bullismo sono:

  • sostituzione di persona (art. 494 c.p.);
  • frode informatica (art. 640 ter c.p.).

Come combattere il bullismo

Un ruolo fondamentale nella lotta al fenomeno del bullismo lo svolgono prima di tutto la famiglia, che pone le basi affettive della socializzazione, e, poi, la scuola, che ha il compito importante di formare il minore inserendolo nella società come attore e non come soggetto passivo.

Proprio la scuola, avendo come obiettivo fondamentale quello dello sviluppo della personalità dei giovani, deve insegnare e far capire che, per una civile convivenza nel pieno rispetto della libertà di ciascuno all'interno di una società, occorre rispettare delle regole e che l'inosservanza delle regole determina l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge.

La lotta al bullismo, quindi, va condotta mediante un'adeguata opera di formazione e sensibilizzazione rivolta agli insegnanti e alle famiglie, affinché gli stessi si facciano effettivi promotori di una sana e civile convivenza tra i ragazzi, insegnando ad accettare le debolezze degli altri e, soprattutto, le diversità, che vanno valorizzate e non temute.

Bullismo a scuola

Spesso la scuola trascura di portare o, meglio, denunciare all'autorità di polizia o giudiziaria gli episodi di bullismo che si verificano e che sono perseguibili d'ufficio.

Perché la scuola non si attiva?

La risposta è molto semplice: la scuola tende a considerare il fenomeno del bullismo totalmente estraneo al diritto, facendolo rientrare in quella funzione educativa che incombe sul personale scolastico.

Qual è il ruolo degli insegnanti nella prevenzione del bullismo?

Proprio nella scuola, dunque, che dovrebbe rappresentare dopo la famiglia uno spazio protetto, di formazione e crescita, di relazioni sociali e apprendimento, il fenomeno è sempre più diffuso. Non solo tra i ragazzi più grandi, ma anche nella scuola primaria.

Spesso il personale scolastico ha difficoltà a riconoscere gli atti di bullismo che si verificano all'interno delle classi, perché il fenomeno si verifica "silenziosamente" e in maniera così subdola che risulta difficile accorgersi di quanto stia accadendo. E a fatti accaduti spesso gli insegnanti si giustificano in questo modo:"Non ci siamo accorti di nulla! Nessun segnale è pervenuto alla nostra attenzione! Era tutto "normale!".

Mentre i bulli giustificano le loro condotte dicendo che si trattava di uno scherzo, di un gioco…

Ma si chiede al lettore studente, genitore, insegnante: è uno scherzo deridere, picchiare, sentirsi forti con una persona più debole? No, in questo modo si offende solamente la dignità della persona.

Per cui, proprio la scuola, insieme alla famiglia, è chiamata a svolgere un ruolo importante, attraverso campagne di sensibilizzazione e prevenzione, ma non solo, incoraggiando gli studenti a denunciare gli episodi di bullismo e garantendo un pronto intervento di fronte al fenomeno.

Articoli sul bullismo

Il bullismo è un fenomeno dalle molteplici sfaccettature, i cui risvolti sono oggetti di approfondimenti specifici.

Per approfondimenti in materia leggi anche:

- Bullismo: le tutele legali in Italia

- Cyberbullismo è legge: cartellino giallo a chi offende online

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Il Bullismo
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(25/05/2020 - Avv.Luisa Camboni)
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