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ResponsabilitÓ medica: su cosa si basa una condanna per omicidio colposo

La Cassazione chiarisce su quali principi si fonda il necessario giudizio di alta probabilitÓ logica
medici operazione medico

di Valeria Zeppilli - La condanna di un medico chirurgo per omicidio colposo a seguito della morte di un paziente richiede il necessario accertamento dell'andamento della patologia e dell'efficacia delle terapie, fatto basandosi su affidabili informazioni scientifiche calibrate sul caso concreto.

Lo ricorda la Corte di cassazione nella pronuncia numero 42270/2017 (qui sotto allegata), con la quale Ŕ stata annullata con rinvio per un nuovo esame la sentenza di condanna di una dottoressa, giudicata responsabile di omicidio colposo commesso nell'esercizio della professione sanitaria.

Reato di omicidio colposo: alta probabilitÓ logica

Per i giudici della quarta sezione penale, infatti, la Corte d'appello non aveva tenuto conto di un insegnamento giurisprudenziale costante, ovverosia che il rapporto di causalitÓ tra omissione ed evento, nel reato di omicidio colposo, non pu˛ basarsi sul solo coefficiente di probabilitÓ statistica ma deve essere verificato alla stregua di un giudizio di alta probabilitÓ logica.

Quest'ultimo, oltretutto, non pu˛ fondarsi esclusivamente su generalizzazioni scientifiche, ma deve avere alla base anche un "giudizio di tipo induttivo elaborato sull'analisi della caratterizzazione del fatto storico" e tenere conto delle particolaritÓ del caso concreto.

Ci˛ vuol dire che non Ŕ possibile condannare un medico per omicidio colposo se prima non si sia compreso:

- quale andamento ha di solito la patologia accertata

- quale efficacia hanno normalmente le terapie

- quali fattori influenzano in genere il successo degli sforzi terapeutici.

Nel caso di specie, invece, i giudici del merito avevano fatto ricorso "ad una 'scienza' da essi stessi elaborata, in contrasto con i principi che si sono sin qui brevemente rammentati" sul fondamento del meccanismo controfattuale. Per tale motivo, dovranno tornare sulla questione.

Corte di cassazione testo sentenza numero 42270/2017
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed Ŕ dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche ľ Diritto del lavoro presso l'UniversitÓ 'G. D'Annunzio' di Chieti ľ Pescara
(19/09/2017 - Valeria Zeppilli)
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