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Video e foto sui social all'insaputa di chi è ripreso? Ora si rischia il carcere

Se la registrazione è fatta "di nascosto" e per danneggiare l'altrui reputazione il comportamento costituirà presto reato
uomo che porta occhiali con scritta Facebook

di Valeria Zeppilli - Postare sui social network audio e video che ritraggono terze persone è un comportamento il più delle volte innocuo ma che presto, a specifiche condizioni, rischierà di integrare una fattispecie di reato, sanzionata con pene significative.

Nessun allarmismo, però: per ricadere nell'area del penalmente rilevante occorreranno specifici requisiti. In particolare, sarà necessario registrare telefonate o immagini all'insaputa del soggetto coinvolto e al solo fine di arrecargli danno o comprometterne la reputazione.

Leggi anche: Carcere fino a quattro anni per chi registra telefonate di nascosto e le diffonde

La delega

Il riferimento va, infatti, alla delega rilasciata dalla legge numero 103/2017 di riforma del processo penale (entrata in vigore lo scorso 3 agosto) al Governo, che dovrà provvedere, entro tre mesi, a disciplinare il reato di diffusione fraudolenta di conversazioni, anche telefoniche, svolte in propria presenza o di riprese audiovisive, registrate in maniera illecita con il solo fine di danneggiare l'altrui reputazione o l'altrui immagine.

Comportamento sanzionato

L'introduzione della nuova fattispecie delittuosa si colloca nel contesto di un'ampia riforma della disciplina delle intercettazioni, che si occupa anche di evitarne l'utilizzo strumentale e distorto rispetto alle finalità di giustizia.

Il comportamento sanzionato, più nel dettaglio, è quello di chi:

- cattura illecitamente immagini o conversazioni anche telefoniche che coinvolgono terze persone

- le diffonde fraudolentemente

- persegue in tal modo l'unico fine di arrecare danno alla reputazione o all'immagine di uno o più soggetti che sono parte della conversazione e/o che compaiono nelle immagini catturate.

Diffusione sui social

Vista la rilevanza dei social network nella società moderna e le potenzialità comunicative che gli stessi offrono, è evidente che uno dei canali attraverso i quali il reato potrà essere integrato è il loro.

Anzi, è probabilmente proprio tale diffusione che ha dato la spinta al legislatore per adottare un provvedimento del genere, al fine di evitare e combattere il compimento di azioni che purtroppo sono agevolate dalle tecnologie moderne, pur essendo profondamente lesive dei diritti altrui e dei principi che regolano il nostro ordinamento giuridico.

La pena

A testimonianza della rilevanza che si è inteso dare a tale tematica, basti rilevare che il legislatore ha vincolato il Governo a prevedere delle pene particolarmente rigide per la nuova fattispecie delittuosa.

In particolare, si è stabilito che chi registra fraudolentemente e diffonde conversazioni, immagini o riprese ritraenti soggetti terzi, animato dai fini illeciti sopra visti, potrà essere chiamato a trascorrere diverso tempo in carcere: la pena prevista per il comportamento illecito, infatti, dovrà arrivare alla reclusione sino a quattro anni.

Tuttavia, restano impuniti i casi in cui la diffusione delle registrazioni audiovisive sia fatta:

- per esercitare il diritto di difesa

- per esercitare il diritto di cronaca

- nell'ambito di un procedimento amministrativo o giudiziario.


Leggi: "Riforma del processo penale: da oggi in vigore"

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(20/08/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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