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Stress da rumore: il danno è risarcibile

La Cassazione ha confermato la condanna di un bar a risarcire 30mila euro a una coppia di coniugi
donna grida e si copre le orecchie per il forte rumore

di Valeria Zeppilli - Per i proprietari dei locali arriva una forte stretta dalla Corte di cassazione: chi esagera con la musica nelle ore notturne, rischia di dover risarcire i danni.

Con la sentenza numero 16408/2017 qui sotto allegata, infatti, i giudici hanno sancito la definitiva condanna di un bar a pagare a una coppia di coniugi una somma pari, complessivamente, a 30mila euro per lo stress cagionato loro e le lesioni alla integrità psico-fisica e alla sfera personale di moglie e marito.

Orario notturno e musica alta

Il locale, in particolare, era aperto no stop durante la notte, dalle 22 alle 6, diffondendo musica ad altissimo volume da oltre venti anni, tanto che i dissidi con i coniugi erano iniziati già dal 1995.

L'ammontare del danno riconosciuto alla coppia è stato determinato dai giudici tenendo conto di diversi fattori. Prima tra tutti: l'ampia documentazione clinica relativa alla salute della donna che, a causa dell'inquinamento acustico, è stata colpita da una patologia ansioso-depressiva. Entrambi i coniugi, poi, hanno subito un forte stress e un'accertata lesione del loro diritto al normale svolgimento della vita familiare domestica e di quello ad esplicare liberamente e pienamente le proprie abitudini quotidiane.

L'insonorizzazione non basta

Nelle more del giudizio, i coniugi avevano anche proposto un ricorso d'urgenza che, tuttavia, era poi stato abbandonato dalle parti a seguito della decisione dei proprietari del locale di incaricare una ditta per l'insonorizzazione del bar. Tale gesto, però, non è bastato a salvarli dalla condanna definitiva al pesante risarcimento.

Corte di cassazione testo sentenza numero 16408/2017
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(05/07/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com

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