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Colpo di frusta: niente risarcimento senza Tac

Il Tribunale di Roma fa applicazione letterale del "cresci Italia" e nega il danno da colpo di frusta in assenza di esami strumentali
uomo con collare cervicale a seguito incidente

di Valeria Zeppilli - Se agli atti di causa manca una Tac che al pronto soccorso è invece stata prescritta, l'automobilista tamponato non ha diritto al risarcimento.

Lo ha detto il Tribunale di Roma con la sentenza numero 13539/2016, negando addirittura le risultanze della CTU alla quale l'uomo si era sottoposto è che aveva rilevato la presenza di postumi invalidanti: se non ci sono le risultanze dell'indagine per immagini prescritto subito dopo il sinistro non è possibile risarcire la distorsione del rachide cervicale.

Tale pronuncia, in sostanza, fa applicazione "letterale" delle modifiche apportate nel 2012 al codice delle assicurazioni dal decreto "cresci Italia", che ha previsto come imprescindibile ai fini del ristoro l'accertamento del danno mediante esami strumentali. Tali esami, ricorda il Tribunale, sono stati introdotti con il fine di arginare i risarcimenti non dovuti, riuscendo "a obbiettivare le lamentate lesioni in epoca prossima al sinistro".

In ogni caso va comunque dato conto del fatto che la necessità degli esami strumentali ai fini del risarcimento è stata in parte ridimensionata dalla Corte di cassazione, che, nella sentenza numero 18773/2016, ha affermato che in sede di accertamento il medico legale è libero di individuare di quali strumenti ha bisogno per valutare un danno e, quindi, anche di utilizzare strumenti diversi dai referti per immagini (leggi: "Colpo di frusta: risarcito anche senza radiografia").

Tornando al caso deciso dal Tribunale di Roma, tuttavia, l'automobilista dovrà rassegnarsi: oltre al colpo di frusta, non gli verrà risarcita neanche la cicatrice sulla testa, per la quale aveva richiesto il danno estetico.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(25/03/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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