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Il contratto di catering

La disciplina e i diversi prototipi
servizio di catering

Dott.ssa Zaira Niaty - Nell'ambito del diritto consumeristico, riveste una rilevante importanza giuridica il contratto di catering, formula di obbligazione molto diffusa nella organizzazione degli eventi e non solo, termine derivante dall'inglese to cater ovvero attività di vendita o somministrazione del cibo preparato da terzi, con obbligo di approvvigionare l'altra parte di pasti pronti per essere consumati, verso corrispettivo di un prezzo in un luogo diverso da cui si produce.

Disciplina

Molto spesso erroneamente, si interpreta da un punto di vista giuridico la formula del catering come contratto esclusivamente di natura mista tra la somministrazione (art. 1559 ss. cod.civ.) e l'appalto di servizi (art. 1656 ss. cod.civ.). Ma tale accezione esclusiva non é correttamente accettabile.

Lo scopo di questa breve ma accurata esposizione, come già espresso nelle premesse, é quello di comprendere quale sia la disciplina specifica del contratto di catering e gli ambiti di maggior sviluppo nel quale si è radicato per catalogare la specificità e la pluralità della disciplina di questa obbligazione, basti pensare alla ristorazione sui mezzi di trasporto marittima, ferroviaria aerea e la cd. ristorazione "a domicilio".

La definizione è che l'obbligazione del distribuente è adempiuta con la consegnadei pasti, ed il fornito è tenuto al pagamento del prezzo pattuito e la natura giuridica varia in relazione alle connotazioni che tale contratto assume.

Le diverse formule

Questa obbligazione, nella prassi prevede una pluralità di prototipi ed è importante sapere a livello formale come deve essere il tipo di servizio che ne differenzia le formule ai fini dell' obbligazione e delle responsabilità contratte.

La prima formula da contemplare è:

- la fornitura di pasti preconfezionati in proprie cucine esterne centralizzate, in tal caso la società di ristorazione provvede oltre alla fornitura di cibi, anche alla loro distribuzione e al riordino di locali e costituirà un appalto di servizi.

La società di catering provvede unicamente a fornire i pasti preconfezionati, mentre le altre fasi del servizio di mensa sono svolte dal cliente. Sarà in tal caso una somministrazione;

Poi vi sono le formule:

- del catering aereo, in cui l'obbligo che la società di catering assume è quello di fornire i pasti preconfezionati e la funzione di approvvigionamento esaurisce la funzione del contratto.

In tal caso, la distribuzione è attribuita al personale della compagnia aerea e si tratta di una vera e propria somministrazione;

- del catering come servizio di ristorazione con cucina e preparazione dei pasti in loco, dove in questo caso, la società assume su di

sé tutte le fasi della ristorazione verso il corrispettivo del prezzo.

Il cliente in questa ipotesi ha l'obbligo di mettere a disposizione locali e attrezzature per la conservazione dei cibi, la loro preparazione e successiva somministrazione, si parla in tal caso di contratto di appalto di servizi;

- da ultimo si menziona il catering navale dove assume rilievo fondamentale l' approvvigionamento di viveri.

Le altre fasi contrattuali sono riservate al personale scelto dall' armatore, ma istruito dalla società di catering ed è l'ipotesi particolare da cui si origina un contratto misto di somministrazione e di appalto dei servizi.

Conclusioni

Al termine della tesi sulla disciplina del contratto di catering e delle sue diverse fattispecie si può concludere determinando in ogni caso la peculiarità di tale contratto seppur nelle sue diverse forme come:

1. bilaterale poiché fa sorgere obblighi in capo a tutte le parti contraenti;

2. a prestazioni corrispettive in quanto vi sono due prestazioni legate tra loro da un nesso che le rende certamente interdipendenti;

3. commutativo perché le prestazioni non dipendono dal verificarsi di un evento incerto e quindi le parti, riconoscono sin da subito la portata delle loro obbligazioni, riducendo il margine di rischio esistente nel

contratto;

4. a titolo oneroso perché una parte esegue la prestazione;

5. consensuale per il mero perfezionamento della volontà delle parti;

6. di durata il cui scopo si perfeziona tramite l'adempimento di una o più prestazioni ad esecuzione continuata.

Dott.ssa Zaira Niaty

Esperta in diritto del consumo e tutela delle utenze

Contatto per consulenze legali di competenza:

zetaennebridgelegal@libero.it

(17/01/2017 - VV AA) Foto: 123rf.com
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