Sei in: Home » Articoli

Lanciare una sigaretta all'ex è reato?

Tale comportamento può integrare un'ipotesi di ingiuria, oggi depenalizzata, ma anche di lesioni personali
Mozzicone sigaretta spento per terra

di Valeria Zeppilli – Qualche hanno fa balzò agli onori della cronaca giudiziaria la vicenda di un uomo condannato per ingiuria per aver gettato una sigaretta addosso all'ex nel corso di una lite.

Con la sentenza numero 4912/2012, in particolare, la Corte di cassazione decretò che un simile comportamento era tale da "offendere l'onore e il decoro della vittima, a prescindere dell'esistenza di un danno fisico" e, quindi, inflisse all'imputato una condanna idonea a sporcare la sua fedina penale.

Con la recente opera di depenalizzazione, però, l'ingiuria è uscita dall'area del penalmente rilevante e, a seguito dell'intervento del decreto legislativo numero 7/2016, essa è oggi punita con la "sola" sanzione pecuniaria civile.

Ciò non vuol dire, tuttavia, che gettare una sigaretta addosso a un altro soggetto sia un comportamento che può restare privo di conseguenze.

Sebbene, infatti, non siano più previste la reclusione sino a 6 mesi o la multa sino a 516 euro, chi pone in essere un gesto simile a quello dell'uomo condannato qualche anno fa oggi rischia comunque di non passarla liscia.

La sanzione civile posta a tutela dei comportamenti ingiuriosi, infatti, è comunque una punizione significativa, in quanto consiste nel pagamento di una somma che va da 100 a 8mila euro.

Senza considerare che se la sigaretta è accesa e ferisce la vittima del gestaccio, potrebbe scattare comunque la condanna penale alla reclusione da tre mesi a tre anni per lesioni personali.

Sebbene quindi le liti tra ex siano purtroppo assai di frequente influenzate da un'esplosione di emozioni negative, se il rispetto dell'altro non basta a fermare gesti inconsulti, almeno le conseguenze sanzionatorie dovrebbero farlo.


Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(16/01/2017 - Valeria Zeppilli)
In evidenza oggi:
» Sì al pernotto dal papà anche se la mamma non vuole
» Manovra e decreto fiscale: le novità punto per punto
» Poste Italiane: 7.500 assunzioni nel 2019
» Gestione Separata INPS: stop iscrizioni d'ufficio?
» Buche sul manto stradale: la responsabilità del Comune e dei conducenti

Newsletter f g+ t in Rss